Miur: al via il nuovo progetto di alfabetizzazione informatica per le scuole

Imparare divertendosi, ovvero uno dei metodi migliori per facilitare l’apprendimento in modo intelligente e creativo, accompagnando l’istruzione alla leggerezza. È quanto prevede il piano triennale “Programma il futuro“, che si propone di insegnare ai ragazzi l’uso del coding, ovvero l’algebra computazionale che è alla base del funzionamento del sistema di programmazione.

Il progetto mette a disposizione delle scuole una serie di lezioni, interattive e non, che ogni scuola può utilizzare liberamente, senza particolari requisiti o abilità tecniche, attraverso un sito appositamente realizzato per accompagnare e supportare i docenti. Per simulare la sequenza di istruzioni da dare alla macchina, una delle trovate più accattivanti prevede una serie di videogiochi organizzati secondo livelli crescenti di difficoltà. Lo scopo fittizio può essere quello di portare il personaggio a catturare il maialino anziché il girasole (efficace la proposta grafica a metà strada tra Angry Birds e Piante vs. Zombie), aiutare l’agricoltore a preparare il campo da coltivare, far descrivere alla matita dell’artista il movimento prefigurato sullo schermo. Obiettivo reale è ovviamente quello di far assimilare al ragazzo blocchi di codice da fornire al calcolatore attraverso una serie semplice e limitata di istruzioni.

«I numeri della sperimentazione del coding», afferma il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, «ci dicono che c’è un interesse da parte dei nostri ragazzi e degli insegnanti per questo tipo di sfide». «I ragazzi devono convertirsi dall’essere semplici consumatori di tecnologia a persone in grado di applicare il pensiero logico per capire, controllare, sviluppare contenuti e metodi per risolvere i problemi e cogliere le opportunità che la nuova società digitale offre». Il programma congiunto Miur-Cini (Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica) – patrocinato da partner come Telecom Italia, Engineering, Microsoft Italia, De Agostini Scuola, Intel, Andinf, Cisco, Facebook, Fondazione IBM Italia, SeeWeb – nasce dall’esperienza di successo Code.org sviluppata negli Stati Uniti, che l’anno scorso ha coinvolto quasi 40 milioni di studenti e insegnanti in tutto il mondo. Ora arriva in Italia, «uno dei primi paesi», scrive il Sole 24 Ore, «a sperimentare l’introduzione strutturale nelle scuole dell’insegnamento della programmazione».

Una volta tanto, insomma, un’iniziativa felice da parte del nostro governo, spesso incapace a parlare di agenda digitale andando oltre il semplice slogan, e che speriamo sarà la prima di un percorso che riporterà l’Italia al passo coi tempi rendola di nuovo un luogo di opportunità. «In un prossimo futuro nessun lavoro digitale potrà prescindere dalla cultura digitale» afferma Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale: «già oggi in Italia ci sono oltre 20mila posti di lavoro vacanti nel settore Ict per alti skills digitali e si prevede di arrivare a 170mila nel 2020. Ma allo stesso tempo è in forte crescita la richiesta di profili con competenze informatiche in tutti gli altri settori economici, con circa 800mila nuovi posti di lavoro previsti per il 2020». Il Miur prevede inoltre di raccogliere 15 milioni di euro per l’infrastruttura wi-fi delle scuole, anche se la banda larga non è di competenza del ministero.

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Fabrizio Papitto