Mafia: maxi arresto e riprese esclusive

Quaranta arresti e riprese video che passeranno alla storia. E’ questo l’incredibile risultato dell’operazione “Insurbia“, realizzata lo scorso martedì mattina dai Ros di Milano, nelle provincie di Milano, Como e Lecco, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini a capo della Direzione Distrettuale Antimafia e dei pm Paolo Storari e Francesca Celle. L’ordinanza di custodia cautelare ha portato in carcere 37 persone, mentre altre tre sono agli arresti domiciliari. Quaranta indagati per associazione di stampo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi. Tre le cosche della ‘ndrangeta, dette “locali”, smantellate; fortemente radicate nel Comasco e nel Lecchese avevano numerosi legami e importanti infiltrazioni a livello locale e con le cosche calabresi d’origine. Ma la straordinarietà del blitz non si riferisce solo al maxi arresto, tantomeno al fatto che si tratti di territori settentrionali, dove, qualcuno, ancora nega la presenza della criminalità organizzata. A rendere straordinaria quest’operazione sono le riprese che documentano per la prima volta in assoluto e in maniera completa e chiara, i rituali di arruolamento e di affiliazione ai clan, a noi già noti in modo parziale grazie alle testimonianze dei pentiti di mafia. Le indagini, infatti, iniziate circa due anni fa, utilizzano strumenti di intercettazione ambientale, telefonica e riprese video. Nei video è possibile riconoscere nitidamente le persone presenti, ascoltare i dialoghi e le formule complete dei rituali d’ingresso alle cosche. Fra le riprese realizzate dai Carabinieri del Ros anche la cerimonia di conferimento della Santa, il più alto grado di affiliazione ‘ndranghetista, realizzato durante una delle “mangiatè” a cui partecipavano i rappresentanti delle tre cosche: di Calolziocorte (Lecco), di Cermenate e di Fino Mornasco (Como). In questi incontri così apparentemente informali, tra un boccone e l’altro, venivano conferite le cariche e prese decisioni. Nella formula del giurmento, riferimenti a Mazzini, Garibaldi e La Marmora. Garibaldi, secondo le ricostruzioni, rappresenterebbe il capo dell’organizzazione locale, Mazzini il contabile e La Marmora riveste invece la carica di mastro di giornata. Inutile dire a quante grandi responsabilità va incontro chi riceve la Santa; in caso di grave “trascuranza” o tradimento, chi riceve la Santa non deve aspettare di essere giudicato dagli altri ma «Dovete essere voi a sapere che avete fatto la trascuranza. Vi giudicate voi quale strada dovete seguire». Per questo anche il giuramento avviene davanti un’arma o una pasticca «Quanti colpi ha in canna, ne dovete riservare sempre uno!» o «una pastiglia di cianuro» oppure «vi buttate dalla montagna».

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