L’ultimo tentativo di Di Maio: togliamo Savona dall’Economia

Governo politico – Dopo l’incarico a Cottarelli per formare il Governo, Di Maio approfitta dei tempi della riserva e rilancia: spostiamo Savona. Il Colle fa sapere che l’ipotesi verrà valutata “con grande attenzione”, mentre Salvini non prende posizione. La riapertura delle urne il 29 luglio sembra sfumare.

 

Si riapre il dialogo tra partiti di maggioranza e Quirinale. Di Maio gioca l’ultima carta e propone di spostare Paolo Savona dall’economia. In una diretta facebook, il leader grillino afferma: “Troviamo una persona della stessa caratura dell’eccellente Professor Savona, con lui che resta nella squadra di governo in un’altra posizione”. Il Colle fa sapere che l’ipotesi verrà “valutata con grande attenzione”, mentre, da quanto si è appreso, Mattarella e Cottarelli hanno deciso di non forzare i tempi per un eventuale governo politico. Stante l’evoluzione della situazione politica che è sotto gli occhi di tutti e sta tenendo con il fiato sospeso istituzioni, partiti ed elettori, il Capo dello Stato e l’economista incaricato avrebbero deciso, nell’incontro di ieri, per un rallentamento dei tempi di formazione di un governo tecnico, e non di certo per presunti problemi legati alla lista dei Ministri, per la presentazione della quale è incaricato lo stesso Cottarelli. Sarebbe questo il motivo per il quale il premier incaricato, ieri pomeriggio, dopo un incontro informale con il Presidente della Repubblica, è rientrato a Montecitorio, dopo aver già chiesto più tempo per la scelta dei nomi da mettere a capo dei dicasteri. Eppure, come riporta Adkronos, Cottarelli, pur non avendo sciolto la riserva, avrebbe messo a punto la lista dei Ministri per quell’esecutivo di garanzia che dovrebbe traghettare gli italiani verso le elezioni, esito conclamato se dovesse fallire anche l’ultimo tentativo di intesa tra Lega e M5S.

 

Dal canto loro, Salvini e Di Maio si assestano su posizioni non proprio affini, pur non essendoci alcun dubbio sul voto contrario di entrambe le forze politiche ad un eventuale governo di garanzia. Di Maio ribadisce esplicitamente sui social il “no” del M5S all’esecutivo Cottarelli, “che non avrà i numeri in Parlamento”, e precisa che la buona riuscita della sua ultima proposta, che vede Savona nella squadra di governo ma non al Tesoro, dipende dall’altra forza politica del contratto. Mentre continuano i rimbecchi tra i leader dei due partiti di maggioranza, Di Maio continua: “Se ci sta chiederemo di richiamare Conte al Quirinale per l’incarico, è una grande occasione”. Di tutta risposta, secondo quanto riportato dall’agenzia Adkronos, Salvini non prende alcuna decisione finale: “Valutiamo quanto questo spostamento sia utile agli Italiani – afferma il leader del Carroccio – parlandone ovviamente con il Professor Savona, cosa che educazione vuole”, e spiega di star “ragionando su una squadra forte per un progetto forte”. La fedeltà di Salvini alla squadra di governo a marchio Lega-M5S si scontra, però, con l’ultima mossa di Di Maio, il quale vede le votazioni come l’unica alternativa al fallimento del suo ultimo tentativo di trovare una soluzione che compiaccia anche il Quirinale.

 

Tuttavia, sembra sfumare l’ipotesi del voto il 29 luglio, che potrebbe realizzarsi soltanto se oggi stesso il Presidente della Repubblica sciogliesse le Camere. Inoltre, se la proposta di Di Maio trovasse il consenso degli interlocutori politici ed istituzionali, si aprirebbe di nuovo la strada a quell’esecutivo politico già naufragato sul nascere con le dimissioni di Conte. In questo caso, in giornata Cottarelli potrebbe salire al Colle per rimettere l’incarico, altrimenti potrebbe sciogliere la riserva e porre fine, con un governo di garanzia, alla querelle politico-istituzionale che sta tenendo tutti con il fiato sospeso, e non solo in Italia.

 

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Ramona Bastiani

Io so di non sapere, diceva Socrate, ed è questo che mi spinge ad incamminarmi su sentieri inesplorati. Da sempre appassionata di classici greci e latini, mi laureo in...lettere, diranno i lettori...e invece no: giurisprudenza. Armata di pazienza e di coraggio, dritta verso l'ostacolo: il concorso in magistratura. Nel frattempo, pratica forense e tirocinio al Tribunale penale si sono presi il loro spazio. Mi piace esprimermi, in qualsiasi forma, se non esiste la invento. Parlando, ballando, facendo shopping, suonando la fisarmonica, interpretando norme di legge o scrivendo versi in rima, io devo dire la mia. Quale occasione migliore del giornalismo? Mentre mi godo le mie metamorfosi, non rinuncio alla pizza e alla zumba.