Le 7 cose da ricordare sulla Leopolda di Matteo Renzi

È l’appuntamento politico pre-sanremese dell’anno, il think thank del PD di Matteo Renzi, il red carpet della politica rossa che piace a chi piace, è la Leopolda. Arrivata alla sesta edizione e intitolata “Terra degli uomini” la convention del Presidente del Consiglio sita presso l’ex stazione Leopolda a Firenze ha chiuso i battenti per l’anno 2015. Ecco 7 momenti da ricordare:

  • Società civile. Avvicendamento fitto di interventi da parte della società civile, d’altronde la Leopolda nasce per questo: permettere a tutti di proporre e condividere il proprio pensiero in un tempo di 5 minuti. Tra gli interventi “cittadini” vanno ricordati: quello di Cinzia Nanni in rappresentanza degli operai della Saeco in presidio permanente dal 26 novembre in difesa del posto di lavoro e la loro richiesta al governo di una legge che «che non permetta di doverci trovare a prendere delle decisioni importanti quando le cose sono già successe», e quello di Marilena Grassadonia in rappresentanza della comunità Lgbt per il riconoscimento del diritto dei minori ad avere due genitori. «Non è pensabile che nel 2015, nell’Europa dei diritti, in Italia ci siano ancora bambini discriminati», ha dichiarato la Grassadonia.

 

  • Exponiti. Intervento fotografico del Commissario Expo, Giuseppe Sala, che ha omaggiato il grande successo dell’Esposizione Universale. Una favola moderna che Sala dipinge attraverso l’immagine dei festeggiamenti a conclusione dell’evento: «Si è bevuto tanto, io mi ricordo che alle due di notte ero su un tavolo avevo intorno a me la gente che aveva lavorato con me ed erano ragazze e ragazzi giovani e noi abbiamo fatto una cosa incredibile». La domanda è: tipo pagarli?

 

  • Mai più senza. Leopolda è immancabilmente Pierluigi Bersani illividito da maramaldo per l’iniziativa tutta renziana. Come ogni anno la “sinistra” nel PD diserta e commenta dalla Capitale l’inopportunità dell’iniziativa del Premier: «Noi – ha detto Bersani a Repubblica – siamo in questa situazione: l’ex segretario del Pd, io, va a cercare tessere. L’attuale segretario del Pd fa una iniziativa che con il Pd non c’entra nulla, come dichiara esplicitamente. Accadono cose stravaganti…  Io sarò ospite dell’iniziativa di Gianni Cuperlo e Roberto Speranza a Roma».

 

  • Tattoo mania. Replica seccata del Premier nel suo discorso conclusivo alle accuse mosse contro la Leopolda. Un’immagine che rimarrà sempre nei cuor di leone piddini di tutto il mondo: «Noi, la bandiera del Pd stampata nel cuore». Per il resto la solita dissertazione sul «bello che deve ancora venire», sul «costruire un orizzonte diverso», sulla rottamazione per concludere con il commosso ricordo al pensionato di Civitavecchia di recente suicida, infatti il Premier ha con queste parole voluto ricordarlo: «Mi fa schifo chi strumentalizza i morti». Una chiara presa di coscienza, un lancinante dolore.

 

  • Boschi incantati. A proposto di banche, nell’occhio del ciclone la Ministra Maria Elena Boschi per lo strano ruolo nella vicenda recente del decreto salva-banche di suo padre e suo fratello in Banca Etruria. La Boschi dopo aver calato il no comment mentre presenziava alla presentazione del libro “Donne d’Italia” di Bruno Vespa, intervenendo alla Leopolda ha affrontato il problema di petto. Il suo commento? «Per me tornare alla Leopolda è tornare a casa, vi voglio bene. È una fortuna far parte di questo popolo e rappresentare a Roma i progetti e i sogni di tutti noi».

 

  • Stampa e stampelle. Dulcis in fundo, il cuore, la creme de la creme della Leopolda è sicuramente stata l’accesa polemica sollecitata dall’iniziativa lanciata in seno all’evento «vota il titolo peggiore». Un sondaggio con 11 titoli di giornale, rispettivamente 6 del Fatto Quotidiano, 4 di Libero, 1 del Giornale, per permettere ai partecipanti di scegliere quali tra i tanti fosse il meno edificante. Una caduta di stile non indifferente per la principale forza di governo che ingerisce ancora una volta in un campo, quello dell’informazione, che pretende indipendenza.

 

  • L’insegnamento. Qualcuno ci spiega perché alla Leopolda non c’è ancora una giuria di qualità?

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@FedericaGubinel

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Federica Gubinelli