La sensibilità messicana sulla salvaguardia ambientale

La giornata di ieri, 3 giugno, ha visto infatti il Presidente messicano Enrique Peña Nieto impegnato a rendere nota, nella residenza ufficiale de Los Pinos, a Città del Messico, la Nuova Strategia del Cambiamento Climatico, pubblicata, sempre ieri, dalla Secretaría de Medio Ambiente y Recursos Naturales. La biodiversità è una ricchezza che va mantenuta e curata e per farlo sono stati stipulati diversi punti strategici, fondamentali al raggiungimento dell’obiettivo: il Presidente ne ha presentanti alcuni quali l’accelerazione della transizione energetica verso fonti di energia pulita, la riduzione dell’intensità di consumo energetico attraverso schemi di efficienza e razionalità, l’avviamento di migliori pratiche agricole, zootecniche e forestali volte ad evitare emissioni di gas derivanti da deforestazioni o degradazione dell’ambiente, la costruzione di una città a modello sostenibile con edificazioni che utilizzino al minimo i gas serra, causanti l’effetto serra appunto.
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La base fondamentale di questa Nuova Strategia di Cambio Climatico è rappresentata dall’obiettivo di ridurre gli effetti di riscaldamento globale che in un Paese come il Messico, caratterizzato da una vastissima biodiversità e quindi da vari climi, ha provocato diversi fenomeni quali cicloni, incendi, ondate di calore e di geli, siccità. È dunque necessario essere in grado di fronteggiare questi cambiamenti climatici e repentini con una buona preparazione alle spalle, raggiungibile attraverso la costruzione di infrastrutture strategiche e l’acquisizione della capacità di adattamento dell’ambiente ai suddetti cambiamenti. L’annuncio di questi punti strategici, a pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Medio Ambiente, è servito a sensibilizzare e a preparare ulteriormente sia la popolazione messicana, che quella del resto del mondo, a un tema fondamentale, basico per la nostra vita quotidiana ma che evidentemente, essendo così radicato nella nostra esistenza, spesso sfugge o si dà per scontato.

di Ilaria Francesca Petta

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Ilaria Francesca Petta

Più di là che di qua, nel senso metaforico...ma anche letterale. Classe 1986, nasco sotto il segno dei gemelli, di cui sono una chiara rappresentazione. Senza terra sotto ai piedi, con uno spiccato senso internazionalistico, credo che l'Italia sia un Bel Paese in declino, legato ancora a un glorioso passato. Laureata in lingue e traduzione, mi sono immersa in questa odissea, chiamata giornalismo, a 26 anni..forse tardi, ma assicuro che sto recuperando in pieno. Masterizzata in Comunicazione e Media nelle Relazioni Internazionali girovago come tirocinante, al momento nella Commissione europea a Roma.

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