La limonata che salva i bambini dalla schiavitù

L’incredibile storia di Vivienne inizia dopo aver visto in una foto due bambini nepalesi, schiavi, costretti a portare delle pesanti pietre sulle loro spalle; turbata dalla scoperta della tremenda situazione che sono costretti a vivere molti bambini del mondo, decide di voler fare qualcosa di concreto dicendo alla madre che “La compassione non é compassione senza azione”. Vivienne sceglie quindi di raccogliere dei soldi da donare alle più importanti associazioni che lavorano al fine di eliminare la schiavitù infantile nel mondo, con l’unico modo che una bambina americana conosce per guadagnare: allestisce un chiosco dove vende limonata, non imponendo un prezzo fisso ma chiedendo alle persone di pagare con quanto hanno nel cuore. Ogni giorno, nonostante la pioggia, la neve o il vento Vivienne aspetta le persone al suo chiosco, con l’obiettivo di guadagnare quella che, ai più, sembrava una cifra troppo alta da raggiungere con dei bicchieri di limonata: 100.000 dollari. Dopo cinquantadue giorni dall’apertura del chiosco, Vivienne scrive tramite Twitter al giornalista del New York Times Nicholas Kristof “Ciao sono una bambina di 8 anni e sto vendendo limonata contro la schiavitù ogni giorno fino a quando arriverò a 100.000 dollari”, da quel momento i followers della bambina sono aumentanti come la sua notorietà tanto da richiamare l’attenzione del sindaco di New York che le permette di portare il suo chiosco a Time Square; é lì che Vivienne raggiunge il suo obiettivo. Quando si rende conto che aver raccolto 100.000 dollari non basta per mettere fine allo sfruttamento dei minori come schiavi, decide di continuare la sua impresa.

 

Vende limonata ogni giorno, per 365 giorni e questo la porta a raggiungere un traguardo eccezionale. Un milione di dollari. Oggi la lemon-aid “Make a stand” di Vivienne viene distribuita in 165 negozi in tutta la West Coast e nei punti ristoro di società quali Twitter, Microsoft, Oracle, Intel, e altre; la vendita continua a finanziare le attività di associazioni come Free the Slaves, Unicef, Nepal Youth Foundation, l’International Programme on the Elimination of Child Labor e il Girls Educational & Mentoring Services. Vivienne ha vinto numerosi premi per il suo lavoro come il George H.W. Bush “Point of Light Award” e il “Crowdfunding Campaign of 2012“; é stata riconosciuta come una dei 50 filantropi più influenti d’America del 2013 ed eletta membro onorario del World Affairs Council.

 

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