L’Italia contro il cybercrime

L’idea e la nascita di questi due provvedimenti risale già al 2013, infatti gli esperti della Presidenza del Consiglio insieme a diverse amministrazioni hanno lavorato per individuare gli indirizzi operativi, gli obiettivi da perseguire e le azioni da inserire nel Piano nazionale e, di conseguenza, per attuare il Quadro strategico per la sicurezza dello spazio cibernetico. Questi due documenti sono stati approvati con proposta unanime sia dal Cisr, Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, che dalla Presidenza del Consiglio. Lo scopo principale è quello di dare all’Italia una strategia organizzata contro i crimini informatici e cercare anche di coinvolgere non solo le aziende pubbliche e private, ma anche i singoli cittadini che usano regolarmente internet. Dal Piano nazionale si legge che verranno potenziate le misure di sicurezza e le capacità dell’intelligence della polizia e della difesa militare e civile. Soggetti pubblici e privati dovranno coordinarsi ed interagire, e in più sono previste cooperazioni internazionali. La maggiore preoccupazione è il fallimento delle aziende a causa del crimine informatico: nel Quadro strategico infatti viene esposto il fatto che questa realtà sta diventando sempre più una minaccia, che punta alla vulnerabilità dei sistemi informatici per rubare il frutto di un lavoro di ricerca e sviluppo, proprio nel settore tecnologico, causando così per l’Italia un danno enorme. Si è arrivati, quindi, a concepire un nuovo tipo di difesa che coinvolga anche i privati che solitamente sono i primi a subire degli attacchi informatici.
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A capo del progetto, oltre la parte politica, c’è il Comparto Intelligence che avrà il compito di valutare la minaccia e trasmettere l’informazione al Nucleo per la sicurezza cibernetica, che dovrà fare il “lavoro sporco” di avviare le attività di allertamento, risposta e ripristino, oltre che cercare di prevenire una crisi. Se la situazione si rivela più grave del previsto, il Nucleo ha il dovere di dichiarare lo stato di crisi cibernetica ed attiva il Nucleo interministeriale situazione e pianificazione. La sua attività principale sarà quella di assicurare la reazione e stabilizzazione delle competenze delle diverse amministrazioni ed enti, le quali dovranno essere eseguite in maniera coordinata, aiutato dal Computer Emergency Response Tea (Cert) che si trova presso il ministero dello Sviluppo Economico. L’Italia, grazie a questa nuova strategia, cercherà di contrastare tutti i pericoli e le sfide presenti nello spazio cibernetico.

 

Fonte: www.sicurezzanazionale.gov.it

 

 

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Flavia Donati

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