Ius soli è scontro Cei- Lega (con analisi dei pro e contro)

Ius soli è scontro Cei- Lega , monsignor Nunzio Galatino: «gazzarre ignobili in Aula». La replica di Calderoli: «Cari vescovi pensate agli italiani senza lavoro, casa e pensione».

Lo ius soli continua a spaccare il Paese e ad essere terreno di scontro. Stavolta è la Chiesa ad intervenire per bocca del segretario generale Cei, monsignor Nunzio Galatino, che si schiera a fianco dei sostenitori del disegno di legge S. 2092 e attacca la Lega Nord: «Siamo preoccupati per come si sta affrontando questo problema, persino con gazzarre ignobili in Aula. Sono temi molto importanti, ci sta che qualcuno sia contrario, ma vedo che c’è chi ha cambiato idea e ora fa politica unicamente per rincorrere il proprio successo, perché vuole fare solo i proprio interesse». La sferzata del monsignore è chiaramente rivolta alla Lega, soprattutto in riferimento agli episodi avvenuti in aula questa settimana tanto gravi da condurre in infermeria la ministra Valeria Fedeli. Non si è fatta aspettare la replica del Carroccio, ad intervenire è l’ex ministro Roberto Calderoli: «Stupisce la netta presa di posizione della Cei. Stupisce perché raramente dalla Cei abbiamo sentito prese di posizione altrettanto dure davanti a problemi che affliggono gli italiani», aggiungendo: «Cari vescovi pensate agli italiani senza lavoro, casa e pensione dignitosa e lasciate che sia il Pd a pensare a coltivarsi il bacino elettorale degli immigrati». Una querelle che non passa inosservata in cui si inserisce un terzo attore, il presidente del Senato, Piero Grasso: «La Cei si è sempre distinta nella difesa dei deboli e non merita questi attacchi», proseguendo: «C’è ancora qualcuno che non crede si possa difendere contemporaneamente chi è disoccupato e chi è migrante».

 

Ma perché lo ius soli divide così tanto? Proviamo ad analizzare le due posizioni:

FAVOREVOLI – I sostenitori della legge considerano l’introduzione dello ius soli una norma di civilità e realtà. Prendere atto della condizione di molti “cittadini-non-cittadini” che si protrae da molto tempo e che da anni non trova risposte normative. Un passo avanti sul fronte dei diritti ma anche una presa di coscienza rispetto ai mutamenti della composizione della popolazione nel nostro Paese. I dati non possono dar loro torto, sono infatti 800mila i minori stranieri che sarebbero potenzialmente coinvolti dalla riforma.

CONTRARI – Le opinioni contrarie all’approvazione dello ius soli sostengono che il ddl liberalizzi eccessivamente la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana, senza un’effettiva analisi preliminare delle conoscenze, della lingua, degli usi e costumi italiani. In sostanza si tratterebbe di un automatica concessione ottenuta in virtù del fatto di essere nati su territorio italiano da almeno un genitore che ha regolare permesso di soggiorno da minimo 5 anni. Un’altra questione verte poi sulla mancata previsione del divieto di doppia cittadinanza, necessario secondo alcuni e assente nel ddl.

 

 

@FedericaGubinel

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Federica Gubinelli