Infanticidio in Olanda: padre uccide la figlia di 3 anni

Il luogo dell‘infanticidio è Reuver, un villaggio olandese in provincia di Limburg, a circa 200 km da Amsterdam. L’ennesima tragedia familiare: forse una separazione non accettata e l’idea di questo uomo di 40 anni di farla pagare alla moglie, non uccidendo lei, ma facendole del male togliendole ciò che di più importante condivideva con lui, la figlia.

L’uomo, secondo alcuni testimoni, si sarebbe appostato al di fuori della casa della moglie e, appena vista uscire, si sarebbe scagliato contro di lei ferendola e gambizzandola, dicendogli che non avrebbe più rivisto la figlia. Subito dopo l’aggressione alla moglie, sempre secondo le testimonianze oculari, l’uomo sarebbe rientrato in casa e avrebbe preso con sè la bambina, tenendola in ostaggio per più di un’ora, prima di concludere il tutto con il terribile epilogo del suicidio. Durante la trattativa con le forze di polizia, secondo le ricostruzioni dei media locali, si sono uditi due colpi di arma da fuoco provenienti dall’interno dell’abitazione e nel momento in cui i federali hanno fatto irruzione hanno trovato a terra i corpi senza vita del padre e della bambina. Gli agenti avevano circondato l’edificio dove l’uomo si era asserragliato per più di un’ora con la piccola. Sembrerebbe il classico omicidio commesso in famiglia, dove nelle liti tra moglie e marito a pagarne il prezzo sono i figli e dove un padre divorziato, non si sa bene per quale motivo specifico, probabilmente una separazione non accettata, ha pensato di farla pagare alla moglie nel modo più crudele possibile, per ferire lei e uccidere la figlia.

Per la bambina e il padre non è stato possibile fare nulla, e rimangono tutt’ora oscuri i motivi del folle gesto. La madre è ricoverata in ospedale per le gravi ferite, ma non rischia la vita. Il dramma si è consumato alle 15.45 del pomeriggio. Secondo le prime notizie l’uomo avrebbe prima ucciso la figlia, poco prima dell’irruzione degli agenti, e poi si sarebbe suicidato. Anche questo caso, come molti altri, è il classico esempio di come la violenza domestica sia in continua crescita. Alla base di questi episodi di follia ci sono sempre delle dinamiche conflittuali interne al nucleo famigliare, che con i tempi moderni sembrerebbero aumentare sempre di più, portando in casi assurdi a gesti folli come l’uccisione dei propri figli, sicuramente gli unici non responsabili.

 di Chiara Caproni

Vuoi commentare l'articolo?

chiara caproni

Sono laureata in filosofia. Da quando andavo alle elementari mi sono sempre sentita dire che ero polemica, e ora che ho 28 anni lo sono ancora di più e ne vado fiera. Amo profondamente la mia famiglia e sono sempre dell'idea che si vive per amare. Fantasiosa e razionale convivo con una personalità doppia, che mi fa essere la persona più comprensiva del mondo, ma anche la più stronza. Credo che la maggior dote dell'essere umano sia saper ascoltare! -I love animals, write, and eat red velvet cake-

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->