Immigrazione: traffico di vite, 11 arresti

Erano 271 i profughi che, lo scorso 27 giugno, si trovavano a bordo di quel barcone partito dalla Libia alla volta dell’Italia. La maggior parte di loro non è mai giunta a destinazione ma è naufragata, inghiottita dalle onde. Si tratta di uno dei tanti carichi di esseri umani, almeno ventitré tra maggio e settembre, gestiti da un’organizzazione transnazionale operante in Italia, Libia, Eritrea ed altri Stati del Nord Africa, sgominata nei giorni scorsi dalla Procura di Catania.

Grazie all’operazione Toklha (sciacallo in eritreo) condotta dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Roma, dalla Polizia federale tedesca, delle Squadre Mobili di Roma, Milano e Trapani, è stato possibile intercettare la banda arrestando il capo dell’organizzazione e altri dieci affiliati. Il vertice è stato fermato in Germania a Munchenberg, mentre tra Marsala, Roma, Milano e Monza sono finiti in manette gli altri dieci complici, tutti di origine eritrea. L’organizzazione avrebbe gestito oltre la metà degli spostamenti dei clandestini che salpavano dalla Libia diretti in Italia, da dove avrebbero eventualmente proseguito alla volta di altri Stati del Nord Europa.

“Una operazione importante che colpisce livelli elevati di questa organizzazione”, dunque, come ha commentato il procuratore di Catania, Giovanni Salvi, a margine della conferenza stampa in merito all’operazione.

Gli uomini della Polizia sono anche riusciti ad entrare in uno dei covi dell’organizzazione a Catania, dove venivano fatti stazionare i clandestini in transito. Qui sono stati ritrovati una donna e otto minori somali chiusi a chiave in un sottotetto: sarebbero stati liberati solo previo ulteriore pagamento. Per il loro custode è scattata l’accusa di sequestro di persona.

Uno degli uomini trasportati dai trafficanti ha raccontato agli inquirenti che le spese consistevano in “600 dollari americani a testa per la rotta Sudan-Bengasi, altri 700 per andare da Bengasi a Tripoli via aereo e altri 1600 a testa per giungere via mare dalla Libia all’Italia”. Dall’Italia, poi la rete riusciva a far spostare i migranti anche in alti Paesi: “550 euro per andare in Germania, 900 per arrivare in Svezia”.

“Un risultato straordinario” insomma, come ha commentato con soddisfazione il ministro dell’Interno Angelino Alfano che riferendosi sempre all’operazione ha proseguito: “i mercanti di morte, i trafficanti di vite umane, non avranno tregua ed e’ in questo quadro che si inserisce l’operazione Tokhla il cui successo si deve alla determinazione e all’alta professionalità della ‘squadra-Stato’ impegnata, ogni giorno, nel contrasto a ogni forma di attività criminale”.immigrazione traffico2

Vuoi commentare l'articolo?

Federica Casciato