Immigrazione clandestina e percezione della sicurezza

Il reato d’immigrazione clandestina sarebbe dovuto essere abrogato già da un anno, invece è tuttora al centro del dibattito politico. Cosa è successo alla fermezza di Renzi sul tema? Sono passati quasi due anni dall’Aprile del 2014 quando Renzi otteneva dal Parlamento la delega per depenalizzare il reato d’immigrazione clandestina. Aveva 18 mesi per farlo, ne sono passati 21 senza che se ne facesse niente. In mezzo ci sono state le tragedie in mare, gli attentati di Parigi, il muro in Ungheria, gli sbarchi in Grecia e, soprattutto, la crescita esponenziale del gradimento di Lega e Salvini.

 

L’immigrazione è stata anche uno dei temi citati dal Premier nelle sue slide di fine anno, portata come esempio di vittoria ed efficienza del suo governo. Al contrario, però, oltre a non aver ottenuto granché sul piano internazionale per arrivare ad una politica europea sul tema, il governo non ha nemmeno fatto ciò che era completamente in suo potere: emanare decreti attuativi. Sarebbe stato facile. I decreti attuativi non sono leggi ordinarie, non hanno bisogno di scomode e lunghe discussioni in aula, basta un consiglio dei ministri ed è fatta. Ma è evidente che il problema non è amministrativo ma molto più politico di quanto Renzi ci voglia far credere.

reato d'immigrazione clandestina

La chiave è nella percezione. Sono Renzi e Alfano stessi a parlarne. Come riporta L’Huffington post, fonti vicine a Matteo Renzi spiegano la visione del premier: «La logica vorrebbe la depenalizzazione (del reato d’immigrazione clandestina). Ma nella componente sicurezza l’elemento psicologico e di percezione è molto importante». E in un’intervista a Repubblica il ministro dell’Interno Alfano, parlando del reato d’immigrazione clandestina, spiega che «il momento è molto è particolare e non dobbiamo dare agli italiani l’idea di un allentamento della tensione sulla sicurezza proprio mentre chiediamo di accogliere i profughi». Quindi il quid del dibattito non è sull’inutilità di una norma che intasa i tribunali, non attenua minimamente l’ingresso irregolare di migranti, ci costringe a pagare multe salate all’Europa che più volte ci ha condannati per questo, dà un’immagine disumana e razzista dell’Italia, bensì sulla percezione di sicurezza che hanno gli italiani. Qui la gravità della situazione si tinge del grottesco, perché se avessero ragione Alfano e Renzi vorrebbe dire che l’italiano medio, quello del quale sia PD che NCD cercano disperatamente il voto, si sente molto più sicuro nel sapere che un essere umano che arriva in Italia dopo aver attraversato il deserto a piedi e il mare in barche sovraffollate è un criminale solo perché non è passato dalla dogana ed è senza passaporto e che per questo debba essere rimpatriato (verso dove non si sa, non avendo documenti). Il reato d’immigrazione clandestina, afferma candidamente Alfano, crea quella percezione di sicurezza nella popolazione sufficiente a «non modificare i comportamenti, perché alla fine la paura incide anche sul senso di libertà». Ora, vogliamo credere che il ministro volesse intendere che il reato d’immigrazione clandestina diminuisca la paura del cittadino che quindi si senta più libero, perché la frase, letta in senso opposto, sarebbe quantomeno reazionaria ma ciò non toglie che sicuramente il ministro Alfano consideri gli italiani dei mentecatti se crede che basta demonizzare i migranti perché noi ci si senta più liberi.

reato d'immigrazione clandestinaSe le procure ed i tribunali devono essere costantemente indaffarate a sbrogliare fascicoli su violazioni di leggi da campagna elettorale come la Bossi-Fini sull’immigrazione o la Fini-Giovanardi sull’uso di droghe, avranno personale e risorse impiegati costantemente su problematiche secondarie, anziché occuparsi di temi e reati che realmente minacciano la libertà del cittadino. Personalmente percepisco molta più sicurezza quando viene arrestato un mafioso o un camorrista che organizza queste traversate. Percepisco molta meno sicurezza e un’assenza di libertà quando si viene a conoscenza del fatto che esponenti politici dei partiti di governo speculano e si arricchiscono sui migranti che, a causa di quella legge e di un reato inventato sono reclusi nei CIE. Purtroppo è evidente che su un tema come quello dell’immigrazione, in questo momento, ci si gioca la campagna elettorale e il PD non può mostrarsi “debole” sul tema in confronto alla Lega, a Forza Italia e a Fratelli d’Italia.

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Giulio Gezzi

Laureato in Storia e memoria delle culture europee presso l'Università di Macerata. Da sempre interessato alla politica e alla storia contemporanea almeno tanto quanto alle serie tv, al cinema e al calcio. La ricerca dell'autonomia è quello che mi ha guidato fin'ora.