Il Lazio cerca di contrastare il gioco d’azzardo

La legge disciplina la collocazione delle sale da gioco, preservando le cosiddette ‘aree sensibili’ (scuole, ospedali, luoghi di culto, centri sociali e anziani) e prevedendo dei riconoscimenti per gli esercizi che rimuovano o non istallino slot machine o videolottery. Sarà istituito così il marchio regionale ‘Slot Free-RL’ agli esercenti che non hanno nella loro attività apparecchiature per il gioco d’azzardo. Questa legge stabilisce inoltre il divieto di pubblicizzare queste attività evidenziando la possibilità di vincite in denaro, cercando così di arginare un problema che sta assediando in particolare la città di Roma. E ancora, i gestori di sale bingo e ricevitorie dovranno avere nel proprio esercizio materiale informativo sui rischi del gioco e sulle relative strutture in grado di aiutare chi ha questo tipo di problema.

In parole povere un po’ come la scritta sui pacchetti di sigarette ‘Il fumo uccide’ ma lo Stato Italiano continua a mangiare con ciò che danneggia il suo popolo.
Il solito metodo di scaricarsi la coscienza: continuare a permettere che sempre più attività di questo tipo aprano sul territorio e siano comunque pubblicizzate, al contrario dei servizi di assistenza che non hanno cartelloni pubblicitari che informino sulla loro attività, sembra infatti che il problema maggiore degli italiani visto e considerato l’alto tasso di pubblicizzazione sia la eiaculazione precoce, ma è più che sufficiente lasciare un fascicolo informativo negli appositi luoghi che sicuramente colui che entra in una sala slot non aprirà mai.
 
diCristina Battioli

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