Il governo uccide Mediaset

In casa Berlusconi é arrivata un’altra sentenza non gradita: il prossimo 6 maggio saranno chiusi i canali spagnoli La Siete e La Nueve. Questo é quanto stabilito dalla Corte Suprema di Madrid, in risposta a un ricorso presentato da un gruppo di televisioni commerciali contro la decisione, relativa all’attribuzione dei canali del digitale terrestre nel 2010, da parte del Governo Zapatero. Secondo la Corte, le licenze concesse dovevano essere ratificate in accordo con la Legge generale della Comunicazione Audiovisiva, secondo la quale é d’obbligo un concorso pubblico. Paolo Vasile, amministratore delegato di Mediaset Espana, ha definito il provvedimento “mostruoso”: «Per un errore formale di un Governo, che non è più in carica, siamo costretti a chiudere due canali». Al termine degli anni Ottanta, Silvio Berlusconi partì come un novello Cristoforo Colombo alla scoperta di nuove reti televisive sparse per il mondo; nel 1986 approda in Francia con il canale La Cinq, nel 1988 in Germania con il canale Tele 5 e nel 1989 in Spagna con il canale Telecinco che iniziò a trasmettere, il 3 marzo 1990, con un galà d’inaugurazione condotto da Miguel Bosé e Victoria Abril. La nascita del canale fu possibile in quanto il premier socialista Felipe González aprì il mercato televisivo nazionale e mise a disposizione tre licenze, vinte da Antena 3 e Telecinco. A differenza delle emittenti realizzate in Francia e in Germania, che cessarono le attività pochissimo tempo dopo nel 1992, il canale spagnolo ebbe maggior fortuna. Oggi sono in totale nove i canali Mediaset in Spagna ma dal 6 maggio, due non ci saranno più, insieme ad altri sette canali dichiarati illegali dalla Corte.

Le reazioni e le polemiche di chi lavora grazie a quei canali non si sono fatte aspettare ma, moltissime sono anche le critiche contro lo spot che ha fatto impallidire gli telespettatori spagnoli e le associazioni di vittime della strada, trasmesso in questi giorni da tutti i canali Mediaset spagnoli. Il filmato, sotto forma di cartone animato, paragona la chiusura dei due canali La Siete e La Nueve ad un incidente stradale mortale: una famiglia felice, in una qualunque giornata di primavera, viene investita da un’automobile scura in corsa, lasciando a terra solo un paio di cuffie rosse appartenenti a una ragazza con scritto 7. e una borsa da donna firmata 9., rappresentative dei due canali uccisi dalla crudele auto scura (il governo). Il filmato termina con la scritta: “Tra tutti le hanno uccise: in memoria di La 7 e La 9”. La DIA ha dichiarato che « usare il dolore della morte per un incidente stradale per fini imprenditoriali è una grossa mancanza di rispetto» e intanto le associazioni delle vittime di incidenti stradali hanno richiesto la rimozione dello spot.

 

 

@DeCanistra

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