Il flop del Piano Giovani

I giovani under 35 siciliani ci avevano creduto, pensavano che quella del Piano Giovani sarebbe stata un’opportunità da non sprecare, la possibilità, per una volta, di non partire e di restare nella propria terra per formarsi, imparare e perché no, trovare un lavoro. Anche quando la cosa più vicina a un lavoro è un tirocinio retribuito 500 euro al mese. Il Piano Giovani doveva essere uno strumento rivoluzionario per rilanciare, secondo il governatore della Sicilia Rosario Crocetta e l’assessore alla formazione Nelli Scilabra, l’occupazione giovanile in Sicilia; il bando prevedeva cento milioni di euro per finanziare tirocini formativi professionali per giovani in età compresa tra i 25 e i 35 anni d’età. Tutto era pronto, le aziende erano disponibili, il bando era stato pubblicizzato in tutta la Regione, il sito internet c’era, bisognava solo fare il primo passo e dare il via alla possibilità di candidarsi per il primo step del Piano che prevedeva l’utilizzo di un milione di euro per finanziare duemila tirocini. Da qui, il caos. Al lancio dei primi 800 posti di tirocinio il sistema informatico é andato in tilt, nel giro di un paio d’ore tutte le posizioni erano state occupate, ma solo il 46% degli accessi al portale é andato a buon fine e a vincere sono stati i click più veloci e fortunati, scatenando l’ira di migliaia di giovani, le accuse incrociate tra chi un tempo si prendeva i meriti e chi avrebbe dovuto dirigere la situazione e decretando il flop di un progetto che spazza via il sito internet e le speranze di tanti. Ma si sa, al peggio non c’è mai fine. Dopo il flop del Piano Giovani, l’assessorato regionale sembra voler rimediare ed ecco che spunta fuori, sul sito ufficiale del dipartimento Lavoro, un nuovo bando per dare qualche altra speranza ai giovani siciliani delusi: settantacinque milioni di euro per finanziare ventimila tirocini. Il problema è che non aspetta ad arrivare il comunicato degli assessori competenti Nelli Scilabra e Giuseppe Bruno che affermano di non essere al corrente dell’esistenza del nuovo bando: «Sconoscevamo l’avviso sui tirocini e ne abbiamo avuto notizia solo dal sito. L’avviso non è altro che una ricognizione delle risorse disponibili con la previsione di un percorso organizzativo peraltro confuso. Sulle modalità di avvio dei tirocini – aggiungono – e delle altre misure di garanzia giovani e del Piano giovani il Governo sta ragionando cercando di evitare gli errori commessi in passato. Da parte nostra c’è comunque l’impegno di partire a settembre per dare risposte serie ai nostri giovani». Mentre i 1600 tirocini già riconosciuti dal Piano Giovani vengono bloccati, il nuovo bando resta sospeso, tra rabbia e sfiducia di chi ancora un po’ ci credeva (o almeno sperava).

 

@DeCanistra

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