iGloss@ 1.0, il glossario anti-cybercrime

Nativi digitali, Millennials sono solo alcuni dei nomi che vengono dati ai ragazzi e giovani adulti che hanno maggiore familiarità con tutte le nuove tecnologie, soprattutto in campo della comunicazione digitale. È proprio a loro, ma non solo, che è dedicato il nuovo strumento presentato dal ministro della giustizia, Andrea Orlando.
Si chiama “iGloss@ 1.0 – l’ABC dei comportamenti deviati online” ed è stato promosso dal Dipartimento per la Giustizia Minorile in collaborazione con l’Istituto di Formazione Sardo e il patrocinio di Google Italia, Associazione italiana dei Magistrati per i minorenni e per la famiglia e Ordine degli assistenti sociali. Questa guida avrà lo scopo di racchiudere tutti quei termini che rappresentano un reato online, proprio per cercare di fare sempre più chiarezza su quello che avviene in rete. Soprattutto sarà uno strumento per conoscere i reali rischi che si possono incontrare nel mondo online. Un glossario che aiuterà anche gli operatori di giustizia a lottare e prevenire i nuovi crimini emergenti che vengono commessi dai ragazzi, come ad esempio il cyberbullismo, dove il 26% dei giovani ne è vittima e il 23,5% si definirebbe “bullo”. Lo stesso ministro Orlando ha dichiarato che si tratta di una guida al cybercrime nata per i nativi digitali, che molte volte sono vittime di violenza online, ma altre sono loro gli autori, da qui la nascita di un glossario sia in italiano che in inglese. Il ministro ha proseguito spiegando che manca la consapevolezza del reato online, esiste un cyberbullismo fatto di provocazioni e pubblicazioni di fatti personali online, in alcuni casi raggiungendo anche lo stalking, quindi è importante che anche i magistrati conoscano il fenomeno.

bullismo
Il glossario per ora contiene solo cinquantacinque termini, proprio l’enumerazione 1.0 anticipa che ce ne saranno delle altre per il continuo aggiornasi delle voci. Comunque iGloss@ 1.0 è diviso in due categorie, in una sono elencati tutti i comportamenti deviati, i quali non violano nessuna legge ma vanno considerati a rischio perché non rispettano le norme di tipo valoriale. La seconda categoria racchiude i comportamenti criminali che infrangono una legge o una norma a rilevanza penale. Ad alcuni termini poi sono stati aggiunti i riferimenti normativi utili per capire le caratteristiche anti sociali o anti giuridiche dell’azione compiuta. Ogni descrizione alla fine ha un link che rimanda ad una voce simile a quella che si sta consultando. Sempre nella parte finale di ogni termine è stato inserito il link “Parla con noi”, abbinato alla email cyberbullismo.dgm@giustizia.it, a cui si potranno inviare domande, dubbi, osservazioni o raccontare la propria esperienza. A rispondere saranno gli esperti del Comitato scientifico che si occuperanno anche di arricchire la guida.
Il glossario, naturalmente è consultabile online sul sito del Ministero della Giustizia.

Fonti: www.giustizia.it, LaPresse

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Flavia Donati