Governo Conte ottiene la fiducia: arriva anche il sì della Camera

Si sono concluse da poco le votazioni alla Camera dei deputati. Arriva deciso e altisonante il consenso per il governo del professor Conte, che incassa anche la fiducia dei deputati con 350 sì e 236 no. Secondo i pronostici, la votazione più temuta dal governo gialloverde si è rivelata quella sulla fiducia al Senato. Ciononostante, anche lì il governo di M5S e Lega l’ha spuntata. Nella giornata di ieri, i senatori si sono espressi per la fiducia, con 171 voti favorevoli. Non era scontato l’esito positivo a Palazzo Madama, eppure il Governo Conte ha ottenuto il primo via libera. La fiducia a Montecitorio, invece, non ha tradito le previsioni di grillini e leghisti, che la pregustavano già dopo aver fatto qualche calcolo: sicuri i voti di 346 deputati (222 di M5S e 124 della Lega). Erano 30, dunque, i voti di scarto calcolati rispetto alla maggioranza assoluta di 316. Le votazioni ricalcano i pronostici e l’esecutivo Conte ottiene il consenso dei deputati con 350 voti favorevoli.

 

IL DISCORSO DI CONTE E LE VOTAZIONI – Alle ore 9e 15 ha inizio il dibattito a Montecitorio. Conte siede ai banchi del Governo, vicino a Di Maio. Salvini è assente. Poco prima delle 13 arriva anche il vicepremier leghista, che viene subito richiamato dal Presidente della Camera, Roberto Fico, il quale, come riporta Tgcom24, lo ammonisce di sedersi sui banchi del governo, interrompendo l’intervento di Rizzetto, di FdI, che scherza così: “È diventato deputato”, quando in realtà il vicepremier è senatore. Alle 15 e 40 circa il discorso del Premier: confermata la non uscita dall’euro (che, dice Conte, non è stata mai messa in discussione), così come il reddito di cittadinanza, che sarà articolato in più fasi e sarà strutturato come un sostegno per il reinserimento lavorativo. Tra i punti il potenziamento dei centri per l’impiego, la pace fiscale (recupero dei debiti con il fisco), la lotta alla corruzione e alla mafia. Per il premier l’immigrazione si supererà con la legalità, attraverso direttive che sono già state emanate per risolvere la situazione. Finora “la gestione dei flussi a livello europeo si è rivelata fallimentare”, afferma Conte, il quale mira a una più equa ripartizione delle responsabilità a livello comunitario, perché la questione riguarda il concetto di cittadinanza europea. Annunciata anche la lotta al regolamento di Dublino. Nelle repliche alle critiche, Conte manifesta prima di tutto solidarietà al Presidente Mattarella per gli attacchi sui social dei giorni scorsi, poi ci tiene a precisare che la green economy non è uno slogan, ma un progetto sociale, e rassicura sull’impegno nelle infrastrutture al sud. Espone l’intenzione di valorizzare l’Anac in una prospettiva di prevenzione, rafforzando la fase del precontenzioso davanti all’Autorità, e chiarisce che il suo esecutivo, oltre al contratto, ha ben presente la Costituzione, e non solo, data la consapevolezza dell’architettura sovranazionale posta a tutela dei diritti fondamentali dell’uomo.

 

Poi, consapevole del fatto che “i processi non funzionano”, parla del sistema giustizia e lo definisce “censitario”: l’obiettivo è quello di utilizzare anche i margini di intervento che riguardano le persone dei detenuti e la loro dignità. Si sofferma, Conte, anche sulle trattative in atto Stato-Regioni, precisando che non saranno ostacolate. Gli interventi in ambito internazionale saranno valutati di volta in volta, mentre in economia si negozierà per la discesa progressiva del debito. Altro obiettivo dell’esecutivo Conte è contrastare la corruzione a tutti i livelli, sviluppando le autocertificazioni ed eliminando quei passaggi burocratici che ostacolano cittadini ed imprenditori, ad esempio completando l’informatizzazione dei servizi pubblici. Altro problema è quello dei controlli alle imprese, che non sono distribuiti omogeneamente per settori. Il Governo cercherà di liberare i privati attraverso l’utilizzo di una piattaforma informativa centrale. In materia di flat tax ci saranno detrazioni ed un sistema di no tax area. Poi Conte afferma: “Vi assicuro che gli onesti, con noi, non hanno da temere nulla”, e fa riferimento ai conflitti di interesse, che si annidano negli “interstizi della società”, a qualsiasi livello.

 

Nella Camera un’esplosione di voci: i deputati si lasciano andare ad accesi interventi che cercano di interrompere il discorso. Il Premier specifica che chi è investito di funzioni pubbliche deve essere posto nella condizione di svolgerle senza pregiudizi per l’interesse sociale. Alle 17 e 45 hanno inizio le votazioni. In serata l’esito: il consenso va oltre le aspettative. Conte ottiene la fiducia con 350 voti, nonostante la preannunciata astensione di FdI ed il voto contrario di Forza Italia, Leu e Pd.

 

LE REAZIONI DEGLI ALTRI PARTITI TRA PRESE DI POSIZIONI E POLEMICHE – C’è chi considera Conte un mero esecutore, come Ascani, la deputata renziana, la quale, in Aula, si è detta contrariata rispetto al discorso tenuto al Senato dal presidente, il quale, a suo dire, non fa riferimenti a cultura e scuola. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, la deputata Pd ha giustificato la carenza del discorso rispetto al tema scuola con la considerazione che essendo Conte “un mero esecutore, gli tocca riportare quello che altri hanno deciso”. Gioca d’ironia, il premier, che già nell’imminenza di consegnare il discorso programmatico discusso oggi alla Camera dei Deputati, rispondeva ai giornalisti: “Non sono rimasto a lungo a Palazzo Chigi. Il programma me l’hanno mandato direttamente a casa”. E mentre Di Maio risponde alle polemiche dei giorni scorsi sulla frase “da oggi lo Stato siamo noi” e, citando Piero Calamandrei, afferma che democrazia vuol dire che il popolo senta le leggi dello Stato come scaturite dalla sua coscienza e non come imposte dall’alto, anche Avvenire, il quotidiano della Cei, intravede parecchio giustizialismo nel discorso di Conte, ritenendo che “più che un avvocato, pare – a tratti – di ascoltare un inquisitore”. Il centrodestra si dice “fermo e assolutamente vivo”: Mariastella Gelmini, di FI, definisce il discorso di Conte alla Camera “pieno di demagogia”, mentre dal Pd Martina avverte: “È un governo di destra, daremo battaglia”.

 

Intanto il Premier ha annotato in agenda il primo impegno internazionale. Venerdì e sabato sarà impegnato in Canada, a Charlevoix, in Quebec, dove parteciperà al G7, il summit che riunisce i capi di stato e di governo dei 7 paesi più industrializzati al mondo. Nel frattempo il popolo italiano, che è stato spesso nominato ed invocato dalle forze gialloverdi, le quali si sono spese in un faticoso braccio di ferro con il Quirinale pur di sostenere “un avvocato che ne difenda gli interessi”, attende fiducioso di vincere la causa contro “la vecchia politica”, sperando che la parcella non sia troppo alta.

 

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Ramona Bastiani

Io so di non sapere, diceva Socrate, ed è questo che mi spinge ad incamminarmi su sentieri inesplorati. Da sempre appassionata di classici greci e latini, mi laureo in...lettere, diranno i lettori...e invece no: giurisprudenza. Armata di pazienza e di coraggio, dritta verso l'ostacolo: il concorso in magistratura. Nel frattempo, pratica forense e tirocinio al Tribunale penale si sono presi il loro spazio. Mi piace esprimermi, in qualsiasi forma, se non esiste la invento. Parlando, ballando, facendo shopping, suonando la fisarmonica, interpretando norme di legge o scrivendo versi in rima, io devo dire la mia. Quale occasione migliore del giornalismo? Mentre mi godo le mie metamorfosi, non rinuncio alla pizza e alla zumba.