Giornata internazionale dell’alfabetizzazione: ancora troppi analfabeti nel mondo

Ogni anno, da quarant’anni a questa parte, la giornata dell’8 settembre serve a ricordare quanto può essere importante un’istruzione, ma soprattutto come questa ti possa rendere indipendente. La Giornata internazionale dell’alfabetizzazione ad ogni edizione ha un tema diverso, quello di quest’anno è: “Alfabetizzazione per il 21° secolo”. Infatti i dati sul livello di alfabetizzazione nel mondo, al giorno d’oggi, sono ancora molto allarmanti: si contano 776 milioni di adulti analfabeti, un adulto ogni cinque e la maggior parte di essi sono donne. Ben 67 milioni di bambini, invece, non sono mai andati a scuola, o la frequentano in modo irregolare o l’hanno abbandonata definitivamente, soprattutto a causa del lavoro minorile. La povertà e l’analfabetismo dei genitori, sono altre due cause del perché molti bambini non vanno a scuola e di conseguenza non sanno né leggere e né scrivere. I numeri, comunque, continuano ad evidenziare che nel sud del mondo e nei Paesi in via di sviluppo c’è un alta concentrazione di analfabeti. Sono dieci i Paesi con il tasso più alto, l’India ‘vanta’ 287 milioni di analfabeti, il 39% del totale mondiale, seguono Cina, Pakistan, Bangladesh, Nigeria, Etiopia, Egitto, Brasile, Indonesia e Repubblica Democratica del Congo. Naturalmente le donne sono sempre più penalizzate infatti, su 137 milioni di bambini e ragazzi analfabeti, ben il 61% sono ragazze. Per le bambine e le donne è più difficile riuscire ad avere un istruzione, le famiglie più povere infatti puntano sull’educazione del figlio maschio e costringono le femmine ad abbandonare la scuola per andare a lavorare o per aiutare la madre nelle faccende domestiche, o, molte volte, anche per sposarsi in matrimoni combinati.
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Il problema dell’alfabetizzazione non riguarda solo i Paesi del sud del mondo o quelli in via di sviluppo, ma coinvolge anche gli Stati occidentali. In questo caso non si parla di vero e proprio analfabetismo, cioè non sapere né leggere e né scrivere, ma di un fenomeno che forse per alcuni versi può ritenersi più grave, l’analfabetismo di ritorno. Con questo termine si intende quando una persona ha difficoltà ad usare in modo adeguato la lettura, la scrittura e il calcolo nella vita quotidiana. Tullio De Mauro, uno dei più importanti studiosi di lingua italiana, da diverso tempo aveva notato che questo fenomeno in Italia è sempre più dilagante. In uno studio del 2008, De Mauro aveva riscontrato che il 38% degli italiani sa leggere, riconosce lettere e numeri, ma ha difficoltà di lettura; mentre il 33% ha difficoltà a comprendere il testo che legge.
I dati non sono recenti, ma l’analfabetismo di ritorno è un fenomeno sempre più attuale.

Fonte: Unesco

di Flavia Donati

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