Esami finiti, ma io cosa farò da grande?

 

Gli esami di maturità volgono al termine e per i neo diplomati italiani arriva il momento delle scelte, anzi della Scelta, quella fatidica scelta che risponde alla classica domanda: cosa farò da grande? Si tratta di una risposta impegnativa e soprattutto una risposta che determina il futuro lavorativo e personale di ogni diciannovenne arrivato alla fine del proprio percorso di formazione superiore. Il passo da compiere è, quindi, importante e decisivo e spesso può consistere in un vero e proprio salto nel vuoto. I tempi sono ormai stretti, considerando che le iscrizioni alle Università per le quali è prevista una prova di selezione si chiuderanno, nella maggioranza dei casi, alla fine del mese di luglio. Nonostante questo, quasi 4 studenti su 10 non hanno ancora le idee ben chiare sulla strada da intraprendere. Lo rivelano i dati di una ricerca portata avanti da Skuola.net su un campione di circa 1600 studenti neo-diplomati.

Il 35% degli intervistati lamenta la carenza, se non la totale mancanza, di attività di orientamento a scuola. Tra chi, invece, ha avuto l’opportunità di partecipare ad attività di orientamento ad hoc, spicca un dato che dovrebbe, a dir poco, fare riflettere: complessivamente l’80% le ha ritenute inutili e ininfluenti ai fini della la decisione post scuola superiore. Tra questi, il 56%  le ha considerate interessanti ma non influenti mentre il 24% totalmente inutili. Il restante 20%, che le ha trovate ben organizzate, è composto in prevalenza da ragazzi che dichiarano di avere avuto già le idee chiare prima dello svolgimento delle attività.

Nonostante i dubbi diffusi, la maggioranza degli intervistati, circa 2 su 3, dichiara di aver intenzione di intraprendere studi universitari. Sono soprattutto le ragazze (con un picco del 72%) a scegliere questa strada e, come nelle migliori tradizioni, gli studenti provenienti dai licei (ben l’81%), i cui indirizzi sono notoriamente meno professionalizzanti rispetto a quelli degli istituti tecnici o professionali. Sempre stando ai dati del sondaggio, le facoltà universitarie che riscuotono il maggior gradimento tra coloro che intendono conseguire una Laurea, risultano essere quelle dell’area medico-sanitaria (23%) seguite da Ingegneria o Informatica (17%). Al terzo posto si collocano le facoltà di Lingue e dell’area umanistica (14%). A fondo classifica i corsi di Matematica e Fisica (2%) e di Scienze dell’educazione o formazione (2%). Interessante notare come i ragazzi siano indirizzati per lo più sui corsi di ingegneria, mentre le ragazze si concentrino tra gli studi medici e quelli umanistici. Il 64% degli aspiranti universitari orienta la propria scelta verso gli atenei pubblici perché considerati migliori di quelli privati. Tuttavia un neo-diplomato su quattro vorrebbe avere l’opportunità di frequentare un’università privata in quanto la considera migliore, ma purtroppo non può permettersela. Sulla scelta dell’università influiscono altri fattori: il 24% del campione intervistato dichiara che l’elemento più importante nella scelta del corso di laurea e dell’ateneo sia rappresentata dall’esigenza di trovare lavoro; per il 6% risulta ancora decisivo il parere di genitori, parenti e amici, mentre la stragrande maggioranza, il 70%, seguirà le inclinazioni personali.

Il portale fa notare che sarebbe lecito pensare all’università come scelta di ripiego per i più insicuri, perché, di fatto, ritarda l’ingresso nel mondo del lavoro, ma non è così. Secondo la ricerca, sono proprio coloro scelgono l’università che dichiarano di avere le idee maggiormente chiare, mentre gli indecisi rappresentano la componente principale di quel 14% complessivo che intende trovare un impiego. Quasi il 7%, invece, vorrebbe andare all’estero per un’esperienza professionale o formativa. Non manca la solita percentuale (5%) di chi vuole prendere un anno sabbatico mentre è interessante notare come il 4% dichiari di voler intraprendere la carriera nelle forze armate.

 

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Federica Casciato