Energie rinnovabili e portafoglio pieno

Mentre ieri i Carabinieri mettevano in atto l’ordinanza che prevede il sequestro della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure, che secondo gli inquirenti avrebbe causato 442 morti tra il 2000 e il 2007 e centinaia di patologie respiratore e cardiache nei bambini e negli adulti, l’Eurostat pubblicava dati soddisfacenti in tema di energie rinnovabili. Secondo l’Istituto di statistica Europeo, nel 2012, le energie rinnovabili hanno toccato il 14,1% del consumo finale lordo di energia nei Paesi dell’Ue, quasi il doppio rispetto all’8,3% del 2004. Dai dati pubblicati emerge che tutti i Paesi sono progrediti nella produzione e nel consumo di rinnovabili e, alcuni, hanno già raggiunto l’obiettivo che tutti gli Stati membri dovranno raggiungere entro il 2020: il 20% dell’uso di energie rinnovabili. In cima alla classifica si trova la Svezia, che passa da 38,7% di uso di rinnovabili nel 2004 al 51% nel 2012, seguono con dati più bassi: Danimarca (26%), Austria (32,1%), Grecia (15,1%) e l’Italia che passa dal 5,7% del 2004 al 13,5% nel 2012. In coda alla classifica: Olanda (4,55), Gran Bretagna (4,2%), Lussemburgo (3,1%) e ultima, Malta con l’1,4%. «Nessuno pensava che l’Italia ce l’avrebbe fatta, invece abbiamo quasi raggiunto l’obiettivo» afferma Alessandro Tramontano, Presidente del Consorzio Ecogas, «in questi ultimi tempi si è visto un forte sviluppo del fotovoltaico, dell’eolico e delle biomasse. Il problema è che invece, siamo molto indietro nell’utilizzo dei biocarburanti per l’autotrazione; dovremmo arrivare al 10% ma siamo fermi al 5% e il dato non sembra mutare». Nel dicembre 2013 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto “Modalità di incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale” che stabilisce regole ed incentivi per l’immissione in rete e l’utilizzo del metano come biocarburante, ma «sono stati superati i 60 giorni e ancora non sono stati realizzati dei decreti attuativi. Speriamo vengano realizzati il prima possibile».

Ma come può ogni cittadino investire nel “green”? Lo scorso febbraio Orizzonteenergia ha promosso il progetto “Eureka” con lo scopo di sensibilizzare e informare i cittadini relativamente a quelli che sono gli impatti ambientali ed economici delle fonti alternative. Investire oggi, in Italia, sulle rinnovabili vuole dire «avere maggiore indipendenza e quindi guadagno, e questo vale anche per i singoli cittadini; noi non siamo l’America, non abbiamo villette a schiera, per l’80% viviamo in condomini, quindi sicuramente non è facile ma dove possibile, sarebbe opportuno installare un pannello solare termico ad uso sanitario e per riscaldamento, rendendosi indipendenti e risparmiando». Una delle soluzioni concrete, per l’ambiente e per le proprie tasche e forse più semplici per chi vive in città é installare «impianti Gpl o Metano sulle proprie autovetture, l’utilizzo delle macchine a gas -continua Alessandro Tramontano- consente un risparmio economico del 50% per il Gpl e del 65% per il Metano».

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