Elezioni Vaticano. Attesa la fumata nera

Prima tappa di questo percorso è stata la Santa Messa ‘pro eligendo Ponefice’ alle 10,00. Nel pomeriggio poi, il trasferimento dalla casa di Santa Marta, la confortevole residenza dove alloggiano i cardinali, al palazzo apostolico. L’ultima processione della giornata sposterà finalmente la scena all’interno della Cappella Sistina, dove giuramento e meditazione procederanno la tanto attesa fumata. Nera, secondo voci ecclesiastiche e non. Della stessa opinione è Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, che conferma di attendersi un conclave abbastanza lungo. I voti a favore del nuovo Pontefice dovranno essere, secondo le nuove disposizioni del Papa emerito Benedetto XVI, 77. Un risultato difficilmente auspicabile alla prima votazione. Per il resto, tutto pronto. Il comignolo sulla Cappella Sistina è stato allestito; il vestito papale, confezionato in tre diverse taglie, è stato consegnato ed è noto anche il nome del cardinale che pronuncerà il fatidico ‘Habemus papam’, il francese Jean-Louis Pierre Tauran.
Intanto, silenziosa, si muove nelle stanze del Vaticano la macchina organizzativa che in queste ore sta collaborando all’elezione del nuovo papa. Una novantina in tutto, tra assistenti concessi ai cardinali, personale di mensa e pulizie, personale tecnico e di sicurezza, che hanno giurato riservatezza in merito alle questioni legate al Conclave, davanti al cardinale Tarcisio Bertone. In un clima di generale segretezza, dunque, resta solo da attendere il nome di colui che entrerà nella Cappella Sistina da elettore e ne uscirà Pontefice. Non è dato sapere se e come influiranno nella scelta le questioni di Chiesa più delicate: le informazioni contenute nel dossier del caso Vatileaks, relativo ai documenti trafugati dalla stanze segrete del Vaticano, indagine che per volere di Benedetto XVI sarà competenza del nuovo successore di Pietro; o lo scandalo dei preti pedofili, la cui risonanza mediatica lo rende un dettaglio tutt’altro che trascurabile anche in un momento così segretamente solenne. Il dato certo è che l’eletto, sin dal principio, dovrà affrontare un cammino spirituale tutto in salita.
Si susseguono i nomi dei cardinali idonei a ricoprire la più alta carica ecclesiastica. Da Angelo Scola, cardinale di Milano, che riunirebbe secondo le ultime stime intono a sé una fetta importane di consensi, al cardinale brasiliano Odilo Pedro Sherer. Se l’elezione dovesse protrarsi però, altri candidati come il ghanese Peter Turkson o il presidente dei vescovi Usa, Timothy Dolan, entrerebbero nella sfera dei papabili. Queste le previsioni. Unica cosa certa è che la Chiesa moderna ci ha abituato a sorprese. Occhi puntati sul comignolo della Sistina.

                    

di Maria Chiara Pierbattista

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Maria Chiara Pierbattista

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