Educazione digitale per tutti

In un momento di crisi del lavoro come quello odierno, solo il settore digitale sembra essere il più fiorente e che offre molte possibilità. Proprio questo fattore sta spingendo e ha spinto l’Unione Europea a voler creare una coalizione per cercare di occupare i tanti posti di lavoro vacanti nell’ambito digitale e tecnologico.
Nel 2013 nasce la Grande Coalizione per l’occupazione del settore digitale, voluta dalla Commissione europea e dal presidente Josè Manuel Barroso. Risulterebbe infatti che, entro il 2020, ben 900.000 posti di lavoro nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione potrebbero essere vacanti, un quadro contraddittorio che vede da una parte l’alta domanda nel mercato della tecnologia e dall’altra la scarsa offerta professionale. Infatti il settore digitale è l’unico che registra un aumento ogni anno di circa 100.000 unità, l’unico problema è che non ci sono le persone competenti, tra neo laureati e non, per poter riuscire a coprire una così grande domanda. Da qui la nascita della Grande Coalizione che vuole facilitare la collaborazione tra le grandi aziende, tra pubblici e privati, qualificare i giovani e riqualificare i disoccupati. Una partnership multi-stakeholder per compensare la mancanza di competenze digitali in Europa e riuscire ad occupare tutti questi posti vacanti nel settore. Lo stesso vecchio continente rispetto ad altre realtà, come gli Stati Uniti, risulta indietro per quanto riguarda la formazione e l’educazione digitale o degli stessi programmatori, fatto non propriamente positivo per una delle forze mondiali. Proprio per questo nel febbraio 2014, al World Economic Forum di Davos, si sono riuniti la maggior parte degli amministratori delegati di diverse aziende per entrare a far parte della coalizione, aumentando così le possibilità di formazione e i posti di lavoro. In più l’Unione Europea ha lanciato un sito Open Education Europa, in cui verranno condivisi delle risorse educative gratuite ed aperte a tutti, da parte di studenti, professionisti o centri educativi. L’obiettivo è che entro il 2015 inizi ad aumentare l’offerta professionale.
Il settore digitale e tecnologico è uno dei più attivi, perché quindi non iniziare fin da piccoli un educazione in quella direzione? Proprio l’Italia, infatti, ha deciso di essere uno dei primi Paesi al mondo ad introdurre nelle scuole primarie il coding. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, insieme con Cini, Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, hanno lanciato per l’anno scolastico in corso l’iniziativa “Programma il futuro“. L’insegnante che vorrà partecipare all’iniziativa, che fa parte del rapporto “La Buona scuola“, potrà iscriversi sul sito del progetto, dove gli verrà fornito il materiale per le lezioni. Un modo nuovo, semplice e divertente per permettere agli alunni di entrare a contatto con il mondo dell’informatica e del linguaggio computazionale. L’Ora del Codice avrà una prima parte introduttiva e di base, poi chi vorrà potrà usufruire di ulteriore materiale più avanzato, dieci lezioni in più. In entrambi i casi le lezioni potranno essere utilizzate sia online che offline.

Fonte: Commissione Europea, Miur

studente hacker

@donati_flavia

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Flavia Donati