Droga ritrovata sotto le dune di Capocotta

Gli indagati sono i parcheggiatori abusivi, che tuttavia sembrano essere solo il primo anello di una catena di traffici illegali di sostanze stupefacenti che coinvolgono le spiagge di Capocotta. Arrivano a 26 le misure cautelari, tre delle quali nei confronti di donne: è il risultato raggiunto dagli inquirenti che è sfociato in arresti domiciliari, ordini di custodia in carcere, presentazioni alla polizia giudiziaria.

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Gli stupefacenti venivano nascosti e conservati in buche scavate nella sabbia, coperte dai cespugli delle dune di Capocotta. Contenitori ermetici dove i pusher prendevano le dosi dopo che i clienti avevano contattato i posteggiatori. Altri complici erano nascosti nella pineta per preparare i sacchetti di cocaina, hashish, marijuana, eroina. Una fabbrica all’aperto in grado di movimentare decine di migliaia di euro al giorno, soldi che forse venivano consegnati agli organizzatori del traffico. Gli investigatori del Gruppo di Frascati e delle compagnie di Anzio e Pomezia hanno arrestato alcuni napoletani, residenti sul litorale laziale, albanesi, polacchi e nordafricani. E ora danno la caccia a chi riforniva le bande che si spartivano le dune di Capocotta.

di Cristina Battioli

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