Dopo Parigi, più sicurezza per l’Italia

È massima allerta su tutto il territorio nazionale dopo gli efferati atti terroristici dell’IS nel cuore dell’Europa. Lo Stato Islamico, infatti, nel rivendicare gli attentati, ha voluto sottolineare che si tratta solo de «l’inizio della tempesta» che dopo Parigi colpirà Roma, Londra e Washington. Il Ministro degli Interni Angelino Alfano ha provveduto a convocare tempestivamente il Comitato Nazionale Ordine e Sicurezza Pubblica e ad innalzare, d’intesa con il capo della Polizia Alessandro Pansa, al livello 2 il grado di allerta sul territorio italiano «allo scopo di disporre ulteriori interventi preventivi».

 

Le misure prevedono l’innalzamento dell’attività di prevenzione, con l’intensificazione dei controlli negli aeroporti, nei porti, nelle stazioni ferroviarie, oltre alle sedi diplomatiche e ai luoghi di aggregazione. Il secondo livello mette poi in guardia le forze speciali di polizia, il Nucleo Operativo centrale di sicurezza (Nocs) della Polizia di Stato ed il gruppo di intervento speciale (Gis) dei Carabinieri. Il ministro ha poi tenuto a precisare che sul fronte immigrazione non si possono escludere infiltrazioni di jihadisti ma che lo sforzo delle forze di Polizia è sempre massimo. Ha infine voluto ricordare alcuni dati dell’attività antiterrorismo svolta dall’inizio dell’anno: «Sono state controllate 56.426 persone, sono state effettuate 540 perquisizioni a soggetti ritenuti pericolosi, 8mila i veicoli controllati e più di 160 navi. Sono 147 le persone arrestate, 325 gli indagati e 55 persone espulse o rimpatriate».

 

Al momento l’attenzione è concentrata nei confronti dell’ormai prossimo Giubileo straordinario voluto da Papa Francesco, cercando di evitare l’elemento psicosi. Il ministro degli Interni Angelino Alfano tende a tranquillizzare tutti, in particolare i romani, suggestionati e impauriti dalle minacce successive agli attentati di Parigi: «Ci sono 24mila unità tra Roma e provincia: 24mila persone in divisa presidiano la città e la periferia. Abbiamo deciso di utilizzare mille uomini nelle forze armate; settecento sono già in arrivo, altri trecento arriveranno successivamente. Questi vanno ad aggiungersi ai 1226 militari già in dotazione alla città per “Strade sicure”». Alfano sottolinea però a chiare lettere: «La città non è militarizzata. Aumentano i presidi fissi: non vedremo camionette girare per Roma». Un’attenzione particolare è rivolta alle zone turistiche della città, come l’area del Vaticano e delle altre basiliche romane, con un pattugliamento e controllo del territorio che vedrà in campo personale di tutte le forze di polizia. Sono stati previsti controlli della piazza anche dall’alto, con l’uso di droni, e l’interdizione di sorvolo durante le celebrazioni dell’Anno Santo.
Analoghe misure di sicurezza sono state prese nelle altre grandi città italiane potenziando i presidi esistenti e incrementando i controlli presso stazioni, porti ed aeroporti. E mentre Torino blinda il concerto di Madonna, a Venezia viene bloccata la decisione di ridurre da 4.250 a 3.000 i militari impegnati sulle strade, pensando alle misure da adottare in occasione del Carnevale quando la festa in maschera renderà molto difficoltosi i controlli da parte delle forze dell’ordine.

@Fedefra85

 

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Federica Casciato