Diritti coppie gay, intervista ad un Gentlemen

Il dibattito sulle unioni civili, coppie omosessuali, matrimonio gay o come volete chiamarlo è nel vivo. Il decreto legge Cirinnà è attualmente al voto in Parlamento e dovrebbe decretare, almeno in parte, la fine dell’oscurantismo tardo medievale da cui il nostro paese, così legato alle tradizioni, tardava ad uscire. Nonostante siamo forse uno degli ultimi Paesi occidentali a dotarsi di una legislazione che equipara i diritti (quasi) di tutti i cittadini, senza distinguerli per la loro sessualità, nel dibattito pubblico è ancora forte lo sdegno. In vista del Family Day, abbiamo voluto ascoltare un parere, non solo di un gruppo di gay, ma di ragazzi che hanno un occhio ben attento sull’aspetto dell’essere gay che più terrorizza il fronte del “restiamo nel medioevo”: il sesso.

 

Abbiamo contattato Nino di i Gentlemen di Grindr per sapere la loro opinione su quanto sta succedendo. Premettiamo che Grindr, per chi non lo sapesse, è una chat di incontri esclusivamente per gay molto diffusa e largamente utilizzata sia da chi cerca sesso occasionale, sia da chi cerca incontri più casti.

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Una delle screen della pagina

 

Chi sono i Gentlemen di Grindr? come nasce la pagina, di cosa vi occupate, chi siete voi?

I gentlemen di Grindr sono 6 ragazzi gay ed una ragazza lesbica che affrontano tematiche lgbt con ironia ed irriverenza. Partiamo dalle chat gay (molto diffuse nella comunità gay) che servono per conoscersi e incontrarsi e da lì pubblichiamo gli screen delle conversazioni più divertenti o assurde. Siamo Nino, Luca, Silvio, Andrea, Matty, Sebastian, e Sara.

 

Attivi, passivi, “curiosi” e “il fan del giorno”. La vostra pagina parla spesso esplicitamente di sesso omosessuale: a che livello pensi che sia, secondo la vostra esperienza, la percezione del sesso gay al di fuori delle chat?

Nel mondo eterosessuale molto bassa, fino al nostro arrivo almeno. Trattiamo gli argomenti con molta semplicità e trasparenza esattamente come molte altre pagine etero perché siamo fermamente convinti che non ci sia e non ci debba essere differenza alcuna nel trattare gli argomenti. Perché non c’è nulla di cui vergognarsi e nulla da nascondere. Per questo siamo una pagina pubblica.

 

Spesso vi avete fatto riferimento sulla vostra pagina: cosa significa “teoria del gender” per voi?

Per noi non esiste nessuna “teoria del gender”. Si è diffusa tale paura tra gli eterosessuali, frutto dal fraintendimento di un esperimento di due maestre di una scuola della prima infanzia che cercavano di far capire ai bimbi e ai loro genitori che non c’è nulla di male nell’omogenitorialità perché sono famiglie esattamente come quelle chiamate “tradizionali”.

 

Ultimamente avete lodato e rintracciato il ragazzo di “C’è posta per te” che ha rinnegato il padre omofobo. L’omofobia in famiglia esiste. Come l’avete affrontata, se avete dovuto, e come consigliate di affrontarla?

Spingiamo molto su questo argomento sulla nostra pagina e trattiamo spessissimo argomenti legati al coming out. Pensiamo che sia un segno necessario e dovuto per far capire, ad esempio a quelle famiglie che partecipano al family Day, che i loro figli non sono esenti dal poter essere omosessuali perché di fatto non è la famiglia che determina il tuo orientamento sessuale e meno si ha paura di dichiararsi, più gente capirà con il tempo che non c’è assolutamente niente di male nel dichiararsi. Niente di male nell’essere gay. Nell’amarsi.

 

In queste settimane il dibattito sulle coppie di fatto è esploso di nuovo: cosa pensate riguardo coppie di fatto, matrimonio ed adozioni?

Ovviamente crediamo che siano diritti che spettano a tutti coloro che vogliono crearsi una famiglia con i propri compagni che siano gay o lesbiche. È un diritto sacrosanto in quanto cittadini di uno Stato a cui paghiamo regolarmente le tasse e che ci dovrebbe garantire gli stessi diritti di tutte le coppie eterosessuali.

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Il family day è stato rilanciato. In un’intervista a Libero Giorgio Ponte (scrittore cattolico e gay) si dichiara contro matrimonio e adozione e dice: «Anche il concetto di gay pride è assurdo. Che senso ha dire che sono orgoglioso di essere gay? O eterosessuale? È un merito? Vai a vedere anche le dark room gay, le coppie gay aperte, i social per incontri. C’è davvero da esserne orgogliosi?». Alla luce della vostra esperienza di chat, siete d’accordo? È veramente tutto là e questo come influenzerebbe un matrimonio?

(Ride, n.d.r.) Ognuno ha le proprie idee. Rispettiamo quelle di tutti come vorremmo che si rispettassero le nostre. Ovviamente il sesso nel modo gay è sdoganato e facile da ottenere. Ma non meno che in quello etero. Le chat sono un veicolo per arrivare ad uno scopo o a una persona più facilmente, questo non vuol dire che chi ha un compagno non possa decidere di costruire qualcosa con lui. Ponte ha generalizzato in base ad esperienze sue negative. Noi in pagina potremmo fargli vedere centinaia di coppie che non ci vanno nelle dark room e che cercano un modello di vita meno “eccessivo” o libertino. Ma il problema non si dovrebbe comunque porre, vista la quantità di eterosessuali sposati con figli che vanno perennemente alla ricerca di sesso tralasciando di dirlo alle mogli. Loro il diritto di sposarsi ce l’hanno, perché noi non potremmo usufruirne ugualmente ? Come non è un deterrente per loro per crescere dei figli ti assicuro che non lo sarebbe neanche per una coppia gay.

 

Vi siete mai scontrati con qualcuno che non apprezza la vostra pagina?

A bizzeffe. Più che altro con i famosi “insospettabili”, “discreti” e i meravigliosi “eterocuriosi”. Gente che per paura del giudizio non ha ancora ammesso a se stessa che ha un orientamento sessuale gay o bisex e che si sente preso in giro o attaccato da alcuni nostre screen o post. Che noi mettiamo, tra l’altro, per far loro rendere conto che non c’è niente di male nell’essere quello che si è. La natura non si sceglie. Bisogna solo accettarla.

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Giulio Gezzi

Laureato in Storia e memoria delle culture europee presso l'Università di Macerata. Da sempre interessato alla politica e alla storia contemporanea almeno tanto quanto alle serie tv, al cinema e al calcio. La ricerca dell'autonomia è quello che mi ha guidato fin'ora.