#GraziePresidente, le dimissioni di Giorgio Napolitano

“Grazie Presidente” è il saluto fatto dagli abitanti del rione Monti a Giorgio Napolitano e la moglie Clio al loro ritorno nella casa di via dei Serpenti. Dopo quasi 9 anni di mandato, l’ormai ex Presidente, ha lasciato il Quirinale ieri mattina tra cittadini, giornalisti e forze militari.
14 gennaio, ore 10:35 Giorgio Napolitano ha firmato la lettera di dimissioni dalla carica che è stata consegnata al segretario generale del Quirinale, Donato Marra. La missiva è stata trasmessa anche al presidente del Consiglio e ai presidenti delle due Camere, la stessa Laura Boldrini l’ha letta in aula alla Camera dove c’è stata anche una standing ovation da parte della maggioranza. Dopo la firma, l’ex Presidente si è spostato nel Cortile d’onore dove gli è stata consegnata una copia dello Stendardo presidenziale e ha ricevuto gli onori militari da parte di un reparto di formazione interforze. Poi intorno alle 12, Napolitano e la moglie Clio sono tornati a casa accolti con calore dagli abitanti del Rione Monti, dove sabato avranno luogo i festeggiamenti per il rientro, organizzati dagli stessi residenti. Tanti i messaggi di saluto che sono arrivati da diverse autorità, Renzi ha twittato l’hashtag #GraziePresidente che è subito schizzato in alto tra gli argomenti di discussione. Anche il Papa, dallo Sri Lanka, ha espresso la sua stima e il suo apprezzamento verso il lavoro svolto da Napolitano per la Nazione italiana. Il Presidente francese Hollande ha scritto una lettera in cui afferma che la Francia è orgogliosa di avere un amico come Napolitano. Non sono mancate le critiche, il Movimento 5 Stelle ha definito Napolitano uno dei peggiori Presidenti e chiede che rinunci alla carica di Senatore a vita.

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Archiviati i messaggi di affetto e no, si pensa già a chi potrebbe essere il successore, tanto che è partito il toto-nome. Intanto fino al 29 gennaio, data fissata per la votazione, il presidente del Senato, Pietro Grasso sarà Supplente con pieni poteri e con un tweet fa sapere che affronterà questi giorni con grande responsabilità e animo sereno. Lo stesso Grasso è stato uno dei nomi che sono circolati in questi giorni sui possibili successori, tra loro ci sono: Romano Prodi, Walter Veltroni, Dario Franceschini, ma anche Mario Draghi che però ha declinato perché vuole continuare il suo lavoro alla Bce. Si è parlato anche di Pierluigi Castagnetti, di Anna Finocchiaro o Giuliano Amato. Ma non solo esponenti politici sono tra la schiera dei papabili candidati, tra questi infatti c’è Ignazio Visco, governatore di Banca d’Italia, o Carlo Petrini, gastronomo e scrittore. Allo stesso tempo, Renzi ha dichiarato che non vuole parlare di nomi ma di profili, cercare qualcuno che aiuti il Paese a crescere. Berlusconi vuole qualcuno che rappresenti tutte le parti e non una sola fazione, vorrebbe un presidente che non sia il seguito di tre di sinistra. I nomi e le personalità sono tante ma per avere una risposta sicura bisognerà aspettare il 29 gennaio, con il premier Renzi che assicura che a fine mese ci sarà un nuovo Presidente.

Fonti: Ansa, Adnkronos

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Flavia Donati