Coppie di fatto: finalmente contratti di convivenza

Coppie di fatto che convivono nella stessa casa, che hanno dei figli, che accendono un mutuo in banca, ma che non hanno pronunciato la formula magica: <<Finché morte non ci separi>>, o non hanno una fede all’anulare benedetta dalle autorità. Ma quando si separano (per carità, prima che giunga la morte) chi pensa a tutelare i loro diritti patrimoniali? Una buona notizia, per coloro che fino a oggi non erano riconosciuti come nucleo familiare dalla legislazione italiana (un po’ retrograda?) , arriva dal Consiglio nazionale del Notariato, che permetterà finalmente a quelle famiglie ‘atipiche’ di stipulare contratti di convivenza. Questi contratti disciplineranno tutti gli aspetti della vita di coppia, di conseguenza anche gli obblighi reciproci, dalle spese domestiche fino alla possibilità di definire i rapporti patrimoniali nel caso in cui cessi la convivenza. L’aspetto decisamente più importante consiste nella possibilità di inserire nel contratto la facoltà di assistenza reciproca nei casi di malattia, fisica o psichica, fino a questo momento negata a chi non fosse legalmente riconosciuto come marito e moglie. Per la nascita di figli il contratto non fa che sottolineare l’obbligo già sancito nell’articolo 30 della Costituzione italiana: compito dei genitori è quello di provvedere al mantenimento, all’educazione e all’istruzione dei figli anche se nati fuori dal matrimonio.

Il 30 novembre si terrà in tutta Italia la giornata dedicata ai contratti di convivenza Open Day, nella quale i consigli notarili daranno gratuitamente informazioni a chi volesse stipulare questo tipo di contratto. I notai italiani potranno iniziare a redigere contratti di convivenza a partire dal prossimo 2 dicembre.

di Francesca Ferroni

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