Conclave anticipato: delicati gli scandali-pedofilia

La data sembra confermata per il 28 febbraio ma, cambiamento principale apportato da Benedetto XVI, ai cardinali è stata attribuita la possibilità di anticiparne l’inizio rispetto ai quindici giorni previsti. Col Motu Proprio, datato 22 febbraio, il Papa uscente rende possibile l’anticipazione in virtù del fatto che i cardinali elettori siano tutti presenti nella sede romana: il Conclave è così prevedibile intorno all’otto marzo. Questo renderebbe possibile l’elezione del nuovo Papa prima del periodo pasquale, come testimoniato dalle parole di Angelo Bagnasco. Il cardinale ha così commentato la decisione papale: «È un momento molto importante, direi storico, e in mezzo a tante altre vicende importanti, la Chiesa con la sua sapienza ed esperienza, procede subito, secondo un codice molto rigoroso, verso un Conclave il più vicino possibile».

Ratzinger, inoltre, ha voluto sottolineare l’importanza della segretezza della riunione per mezzo di un giuramento, che dovrà essere pronunciato da ogni cardinale elettore, e che – se non rispettato – porterà automaticamente alla scomunica latae sententiae di chi lo infrange. Riservatezza, dunque, ma anche maggiore rigidità nel rispetto delle regole, tra cui quella che prevede l’estensione del voto a maggioranza a tutti i cardinali non solo a quelli elettori. Il portavoce vaticano riporta la posizione di Ratzinger dichiarando: «Bisogna che i cardinali si siano incontrati, che dicano ‘siamo pronti’ per deciderlo e che lo decidano. Tutto questo non può avvenire prima del primo marzo, poiché devono essere convocati per la prima congregazione generale e non è che la data del Conclave la decideranno proprio nella prima Congregazione». Apparente fretta e segretezza, dunque, attribuibili al difficile momento ecclesiastico che subisce le eco degli scandalipedofilia.

In questo senso è ormai sicura la rinuncia alla partecipazione al Conclave (e alla guida dell’arcidiocesi di Edimburgo) da parte del cardinal O’Brien, motivata dalle accuse di molestie nei confronti di tre sacerdoti. «Non voglio che l’attenzione dei media a Roma si concentrino su di me – ha dichiarato O’Brien – ma piuttosto su Papa Benedetto XVI e sul suo successore», facendo diminuire così il numero degli elettori a centoquindici, dopo la rinuncia dell’indonesiano Julius Riyadi Darmaatmadja. La pedofilia rimane il tema caldo di questo Conclave, però, perché si attende il dipanarsi della vicenda Mahony rispetto alla copertura di diversi preti pedofili da parte dell’americano. Un Conclave all’insegna di temi delicati, che ha come elementi cardine l’impellenza, la circospezione, la prudenza, ma soprattutto un sensibile clima di mistero.

di Alessandra Corsini

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