Cocaina: scoperto il laser anti-dipendenza

Le ricerche, basate sull’optogenetica, una scienza che combina strumenti ottici e genetici, sono state coordinate da un italiano, Antonello Bonci, cervello nostrano già da alcuni anni esportato in USA. Come è spiegato sulla rivista scientifica Nature, dove le ricerche sono state pubblicate, il comportamento dei ratti sotto effetto di droga è simile a quello umano. Spinte irrazionali e compulsive portano i soggetti studiati a cercare la sostanza, incuranti dei pericoli e delle conseguenze. Ecco perché agire direttamente sul cervello spegnendo la spasmodica ricerca di coca. Una nuova frontiera della lotta alle dipendenze <<che potrebbe essere testata immediatamente sull’uomo>> a detta dello scienziato. In particolare la nuova tecnica prevede un intervento non invasivo sulla corteccia prelimbica attraverso la stimolazione magnetica transcranica (tms), metodo già sperimentato per curare altre patologie come la depressione. La droga, infatti, assopisce questa parte di cervello rendendola incapace di opporsi alla dipendenza. Grazie allo studio condotto da Bonci, l’attività della corteccia può essere letteralmente riattivata e reagire così all’impulso di drogarsi. Paradossalmente la tecnica laser è in grado anche di compiere il processo opposto, riassopire il cervello e riaccendere la voglia di coca.
Una scoperta più che mai gradita, visto che in tempi di crisi si sniffa più che mai. Lo sa bene Milano che ha recentemente vinto la bandiera di capitale europea della coca e lo sa altrettanto bene Roberto Saviano, il cui ultimo best-seller ‘Zero zero zero’, in uscita, avrà proprio come protagonista la polvere bianca con organizzazioni criminali e fiumi di denaro al seguito. Utopia forse, immaginare un rimedio infallibile contro quella che una volta era la droga dei ricchi. Meno tossicodipendenti, meno mercato, meno denaro, meno criminalità, meno morti, il nostro tempo non può ancora permetterselo. Intanto un ringraziamento va alla scienza, che si impegna per rimediare alle debolezze del cervello umano; un po’ di rammarico per quel made in italy che esporta il suo genio altrove. 

Fonti: Agi, Nature  

                     

di Maria Chiara Pierbattista

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