“Ci sono morti, morti ovunque” nella giornata più lunga di Lampedusa

Le dinamiche del naufragio sono state raccontate dai superstiti. Dicono di aver tentato di chiamare i soccorsi e di aver poi incendiato delle coperte per farsi avvistare. La perdita di carburante però ha fatto velocemente alzare le fiamme. Da quel momento, molti si sono buttati in mare, pur non sapendo nuotare, altri sono rimasti in balia delle fiamme e del barcone che si andava rovesciando a causa del peso eccessivo. Dicono anche di aver visto tre pescherecci ma nessuno di questi ha tentato di aiutarli. Sono impegnati invece nelle ricerche dei vivi e nella conta dei morti Guardia Costiera, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, sommozzatori. Anche alcuni pescherecci stanno dando il loro contributo sin dalle prime ore. Sul molo Favarolo a Lampedusa è tutto un susseguirsi di cadaveri che transitano verso l’aeroporto o il cimitero, ormai pieno. Il sindaco, Giusi Nicolini, parla di tragedia immensa e dice: <<Vorrei che ci fossero davvero le telecamere per far vedere questi morti altrimenti non si capisce. Si continuerà così>> e aggiunge <<Venga il Premier Letta a contare i morti>>.

Il Premier Letta non è andato ma il suo Vice, Angelino Alfano, si. <<Speriamo che l’Unione Europea si renda conto che non è un dramma italiano ma europeo>> ha commentato dopo aver visto l’entità della tragedia. Davanti a questo scenario di morte anche la politica si è fermata. Niente riunioni di partito, niente comunicati, se non con lo sguardo rivolto a Lampedusa. Non sono mancate però neanche le punzecchiate di rito e i toni forti. Alcuni esponenti della Lega attaccano le politiche della Presidente Boldrini e del solito Ministro Kyenge, colpevoli di aver favorito il crescente afflusso migratorio sulle nostre coste. Dall’alto del Presidente Napolitano, invece, arriva l’invito più che mai necessario a rivedere la Bossi-Fini in materia di immigrazione e condizioni degli stranieri, una tra le più note leggi annoverate tra quelle che non piacciono a nessuno ma che nessuno ha il tempo di cambiare. Intanto sarà un giorno di lutto nazionale per l’Italia.
Nell’ultima settimana, il mare delle coste siciliane aveva già mietuto le sue vittime. Tredici per la precisione, annegate, mentre tentavano di raggiungere le coste di Scicli a nuoto. I dati parlano di oltre 6000 perdite dal 1994. La conta a Lampedusa ancora non è finita ma intanto un lungo cordone di bare sta arrivando sul posto a raccogliere quei corpi che forse non avranno mai un nome. Sono donne, bambini, uomini. <<Vergogna!>> ha detto il Papa.

di Maria Chiara Pierbattista

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Maria Chiara Pierbattista

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