Charlie Hebdo: ecco le risposte italiane

Charlie Hebdo, 31 agosto, mentre ad Amatrice da poche ore si è dato l’ultimo straziante saluto alle vittime del terremoto nel reatino, il giornale satirico francese non si risparmia per il momento drammatico in corso e pubblica una vergognosa vignetta dedicata al sisma in Italia.

Terremoto all’italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne” un disegno raccapricciante dove la sauce tomate è il sangue dei nostri concittadini e le lasagne sono farcite dai corpi delle 295 vite spezzate dal sisma.

Ma Charlie Hebdo è  questo, è satira, e la satira è un diritto garantito anche dalla Costituzione, solo un dubbio, ma qui la satira dov’è?

Per quanto si possa essere stati un tempo “Je suis Charlie”, è difficile, se non impossibile, rimarcare la stessa solidale identità davanti a uno scempio del genere. Si continua a scavare, le lacrime per chi ancora ne conserva qualcuna scorrono incessanti e l’orologio mentale è fermo a quelle dannate 3.36, ma Charlie Hebdo è forte della sua irriverenza e padrone della sua matita che trova spesso l’appoggio di tutti gli amanti della libertà di espressione, ma questa volta toppa alla grande. Nessun sorriso e ilarità, non si ha voglia di riflettere e ricercare il messaggio recondito che forse si cela dietro all’ostentazione del grottesco, non si vuole interpretare proprio nulla, non si ha la forza, non si può avere, arriva solo sdegno per non dire schifo che però calzerebbe di gran lunga molto meglio. Uno sdegno che a dirla tutta, dovrebbe appartenerci con una maggiore frequenza, anche quando Charlie Hebdo prende di mira qualche innocente un po’ più lontano.

Certamente ci saranno quelle menti eccelse che osanneranno la satira e dall’alto del loro intelletto sopraffino difenderanno a spada tratta l’intento di Charlie Hebdo, spiegheranno che era soltanto una critica al sistema, alla politica, al magna magna italiano. Ebbene questa volta non ci è possibile andare oltre, impazza la rabbia, è un’ironia riprovevole e incomprensibile,  non ha importanza essere una mente eccelsa, siamo umani.

Arriva, tra le tante, l’indignazione del sindaco di Amatrice:

«Ma come si fa a fare una vignetta sui morti! Sono sicuro che questa satira sgradevole e imbarazzante non risponde al vero sentimento dei francese. Ben venga l’ironia, ma sulle disgrazie e sui morti non si fa satira – ha aggiunto – e sapremo mostrare come il popolo italiano sia un grande popolo, lo è stato nell’emergenza e lo sarà nella ricostruzione».

Non si fanno certo attendere le parole intrise di rabbia dei nostri parlamentari: «Noi abbiamo pianto dei loro morti, loro ridono dei nostri» così risponde il ministro degli interni Alfano che dispensa anche un simpatico consiglio a quelli di Charlie Hebdo «Avrei un suggerimento su dove devono infilare la loro matita». E c’è anche chi, come Maddalena Anna Chirico, assessore PD, risponde con stizza attirando nuove polemiche con il suo hashtag « Poi dici che l’Isis non aveva ragione».

Anche l’ambasciata francese in Italia prende le distanze  e interviene con una nota per esprimere il suo totale disappunto con  quanto apparso sul periodico satirico:

«Il terremoto che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto è un’immensa tragedia. Siamo al fianco dell’Italia in questa prova. La Francia ha espresso il suo sincero cordoglio alle autorità e al popolo italiano e ha offerto il suo aiuto. A tal fine la nostra Ambasciata è a disposizione delle autorità italiane. Per quanto riguarda la satira giornalistica, le opinioni espresse dai giornalisti sono libere. Il disegno di Charlie Hebdo non rappresenta la posizione della Francia».

E allora il periodico francese cancella la vignetta dalla pagina social e risponde agli attacchi proponendone un’altra: Italiani, non è Charlie Hebdo a costruire le vostre case, ma la Mafia; e certamente Qualcosa di simile deve “costruire” anche gli attentati nella terra della Bastglia, se l’intelligence francese non ne sventa neanche uno, ma la matita hebdiana, lì, deve aver perso la punta.

Non è mai troppo tardi, così, ci pensano  i nostri vignettisti a schizzare l’amara realtà francese: “Pillole di Jenus”, nella sua pagina Facebook  pubblica il disegno irriverente di uno scolapasta, sede dei Servizi Segreti francesi, che perde sangue da tutti i pori; il quotidiano  Il Tempo invece con  Antonio Angelito , ritorna al passato e risponde con una vignetta retroattiva sulla strage nel 2014 nella redazione di Charlie Hebdo: un militante dell’Isis incappucciato che spara sui redattori di Charlie  facendo una “Tartare à la Parisienne” e il giornale aggiunge anche un commento adeguatamente beffardo “Cari francesi, una vignetta così vi avrebbe fatto ridere?”

 

 

 

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melania fusco

Classe 1982, romana e romanista doc, "fresco" avvocato con la grande passione per la scrittura e l'animo umano. "La penna è il mio pennello e realizzerò grandi opere di libertà".