Botta e risposta via web tra il Coisp e Anonymous

Anonymous chiama, Coisp risponde. Il sindacato di Polizia non è, infatti, rimasto a guardare dopo che il gruppo di hacker ne ha oscurato il sito ufficiale, anzi gli lancia un invito molto esplicito, di presentarsi di persona al Congresso che si terrà a Vicenza per poter parlare faccia a faccia e come ha dichiarato lo stesso leader del Coisp, Franco Maccari, cercare di capire il motivo di questo gesto e dirgli che il mondo può essere cambiato, ma non attraverso gli attacchi informatici.
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La risposta di Anonymous non si è fatta attendere e questa mattina sulla pagina ufficiale di Facebook del gruppo si legge: <<Gent.mi omuncoli con lo scafandro, siamo rammaricati per avervi infastiditi molestando il vostro deplorevole sito. Quale gioia nel leggere che ci definite criminali: tale verdetto, pronunziato da bestie mercenarie che non sanno cosa sia il rispetto dei diritti umani e che i crimini li commettono quando timbrano il cartellino, per noi è un complimento>>. La replica degli hacker continua facendo presupporre che potrebbero accettare l’invito del sindacato della Polizia di presentarsi a Vicenza, e proseguono <<Vi ringraziamo inoltre per i soldatini che ci sguinzagliate in chan: tra un giro e l’altro nei vostri server, ci divertiamo tantissimo a trollarli. Con immenso amore, Anonymous>>.

TANGO DOWN. Sabato il gruppo di hacktivist ha messo offline il sito del Coisp, la molla che ha fatto scattare quest’azione è stata la querela per diffamazione nei confronti della sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, subito dopo la sentenza che ha assolto gli agenti di Polizia Penitenziaria e condannato i medici che avevano in cura il ragazzo. Infatti proprio sul sito del sindacato era comparso, qualche giorno prima, un comunicato datato 6 giugno in cui il segretario generale, Franco Maccari, replicava alle polemiche che erano seguite alla sentenza del processo Cucchi e si annunciavano una serie di denuncie, tra cui quella a Ilaria, per diffamazione.
Inoltre sul blog di Anonymous vengono ricordati altri casi di cui il sindacato è stato protagonista, come la manifestazione a Ferrara contro la madre di Federico Aldrovandi, Patrizia Moretti, querelata anche lei per diffamazione, il cui figlio è morto mentre si trovava in detenzione e i quattro poliziotti coinvolti erano stati condannati per omicidio colposo.

Fonti: Adnkronos

di Flavia Donati

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