Biotestamento: approda il aula il ddl storico

Il biotestamento, o meglio le DAT (c.d. Disposizioni anticipate di trattamento sanitario) stanno per arrivare anche in Italia. Il 27 febbraio infatti, per la prima volta nella storia, il Parlamento italiano discuterà nel merito del disegno di legge già passato al vaglio della Commissione Affari Sociali.

 

Abbandono dell’aula da parte dei deputati cattolici, ma il ddl sul “biotestamento” va avanti e verrà discusso in Aula il 27 febbraio. Bocciati gli emendamenti presentati, nel mirino l’art. 3, cuore della legge, concernente la proprio le DAT, ovvero, la possibilità per medico e paziente di pianificare anticipatamente le cure da sottoporre “ove possibile” nel rispetto della volontà del secondo. Introdotto perciò il c.d. “testamento biologico” e con esso la possibilità di decidere in anticipo e per iscritto a quali cure sottoporsi in caso si insorgenza di gravi patologie. Tale maxiemendamento è stato approvato contro la volontà dei deputati cattolici, i cui emendamenti sono decaduti, dacché la norma che approderà in aula ad oggi prevede che ogni «maggiorenne, capace d’intendere e di volere» possa esprimere le proprie preferenze relative ai trattamenti sanitari, quindi consentire o meno a scelte terapeutiche e diagnostiche e a singoli trattamenti sanitari «in caso di futura incapacità di autodeterminarsi». In tal caso sarà necessaria la nomina di una persona di sua fiducia in grado di fare le veci del paziente e rappresentarlo nelle sue relazioni con il medico comunque tenuto al rispetto del DAT. Solo l’accordo medico–fiduciario potrà portare a disattendere quanto disposto dal degente, in tutto o in parte, nel caso sussistano nuove terapie imprevedibili all’atto di sottoscrizione in grado di migliorarne le condizioni di vita.

 

Molti i medici favorevoli al disegno di legge, i quali hanno manifestato la loro approvazione in una conferenza stampa alla Camera promossa dall’Associazione Luca Coscioni, puntando l’attenzione sulla necessaria «prevalenza del volere del malato» affinché abbia la possibilità di poter rinunciare ai trattamenti terapeutici come anche scegliere la sedazione palliativa profonda. Le istanze dei medici saranno così raccolte in una “Carta” contenente tutte le modifiche più opportune da apportare alla legge, tra i firmatari: Carlo Alberto Defanti, membro della Consulta di Bioetica e medico di Eluana Englaro; Michele Gallucci, direttore della Scuola italiana di medicina e cure palliative; Mario Riccio, medico di Piergiorgio Welby e Fabrizio Starace, presidente della Società di epidemiologia psichiatrica.

 

Il biotestamento, seppur rappresenti un grande passo avanti nei diritti civili di questo Paese, si discosta dalla pratica dell’eutanasia e fine vita con assistenza sanitaria il cui testo è ancora fermo alla Camera dal 3 marzo 2016.

 

 

@FedericaGubinel

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Federica Gubinelli