Bartolomeo Gagliano: sapevano chi era

L’uomo è stato catturato a Mentone, vicino al confine con la Francia, dopo un appostamento avvenuto, sembrerebbe, in seguito ad un avvistamento. A farlo individuare è stata l’auto con cui il criminale era fuggito; gli uomini della gendarmerie, infatti, hanno riconosciuto la targa della macchina posteggiata in un parcheggio e atteso il suo ritorno per bloccarlo. Sembrerebbe alloggiasse in un albergo del posto dove è stata ritrovata anche la pistola con la quale, nei giorni dell’evasione, aveva minacciato un fornaio.

Sono stati presi provvedimenti, in proposito, anche per quanto riguarda il direttore del carcere di Marassi, a Genova, Salvatore Mazzeo, il quale aveva predisposto il permesso premio dal quale Gagliano non sarebbe poi mai rientrato diventando ricercato. In realtà le misure cautelative non deriverebbero dal rilascio del permesso premio, secondo quanto comunicato presso le varie agenzie di stampa nazionali; Mazzeo verrà spostato presso il Provveditorato Regionale della Liguria, ma il motivo sarebbe proprio il non sapere dei gravissimi precedenti penali che Gagliano aveva per diversi omicidi, molti dei quali efferati e violenti. Mazzeo, infatti, il giorno del non rientro dal permesso premio avrebbe confermato che per loro <<era solo un rapinatore>>. Dunque ci sono delle questioni riguardanti il caso da risolvere e l’elemento più grave è rappresentato proprio dall’omissione del pericolo che Gagliano rappresentava libero e fuggiasco per il Paese. Oggi, in un’intervista lo stesso ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, ha spiegato nella sua informativa alla Camera che in carcere tutti erano a conoscenza del <<trascorso da omicida di Gagliano>>.

Anche il nipote di Gagliano Andrea, che era stato intervistato in proposito all’evasione dello zio, ha confermato di essere sollevato dalla notizia della cattura, poiché sapeva che prima o poi sarebbe stato catturato. Soddisfazione anche da parte degli abitanti di Via Crispi, dove abita la mamma, che a proposito della sparizione del figlio serial killer non aveva notizie. La paura dei familiari era che Gagliano avrebbe potuto proseguire la sua follia omicida. Sembrerebbe dalle parole del ministro Cancellieri che tutti, in carcere, sapessero della sua storia: <<Il magistrato di sorveglianza ed il carcere erano a conoscenza del curriculum criminale di Bartolomeo Gagliano>>, e il ministro ha insistito con questa linea per sgomberare il campo da equivoci sorti dopo le prime dichiarazioni del direttore del carcere di Marassi, Mazzeo, il quale sembrava sostenere che il carcere non aveva alcuna conoscenza della storia criminale del detenuto, cosa smentita dalla corrispondenza tra la direzione del carcere e la magistratura di sorveglianza. Restano dunque dei quesiti aperti relativi al dibattito sulla pericolosità di Gagliano, che fortunatamente è stato catturato.

 

Vuoi commentare l'articolo?

chiara caproni

Sono laureata in filosofia. Da quando andavo alle elementari mi sono sempre sentita dire che ero polemica, e ora che ho 28 anni lo sono ancora di più e ne vado fiera. Amo profondamente la mia famiglia e sono sempre dell'idea che si vive per amare. Fantasiosa e razionale convivo con una personalità doppia, che mi fa essere la persona più comprensiva del mondo, ma anche la più stronza. Credo che la maggior dote dell'essere umano sia saper ascoltare! -I love animals, write, and eat red velvet cake-

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->