Assemblea PD, i millennials dello scandalo [GALLERY]

Assemblea PD i millennials

L’Assemblea PD incorona ufficialmente Matteo Renzi leader e segretario del partito. Approvata la Matteo’s list che ridisegna i ruoli di leadership interna: tre contrari e sei astenuti, su una quota schiacciante di delegati spettanti all’ex premier (84, a fronte dei 24 per Orlando e 12 per Emiliano). Cambia la fisionomia del Partito Democratico dopo le primarie? Di poco: spianata la minoranza interna, Matteo Renzi scombina le carte inserendo in direzione 20 “millennials” under 30. È l’inizio del panico e delle trattative tra correnti per stilare la lista di coloro che comporranno il nuovo parlamento democratico.

 

LE TRATTATIVE – La sinistra Dem perde il suo presidente, Gianni Cuperlo, che lascia l’incarico a detta degli orlandiani «per tenersi le mani libere e per lasciare spazio agli esponenti della sua area». L’ex popolare Beppe Fioroni investe su Enrico Gasbarra, mentre Piero Fassina entra di diritto da fondatore del partito. Sono state trattative lunghissime quelle di ieri che vedono Lotti, Guerini e Rosato in preda ai capicorrente nel retropalco del Marriot Hotel. Alle cinque, finalmente, la lista: fuori i socialisti in quota Andrea Orlando e dentro, anche per lui, giovani e «personalità» della mozione, da Monica Cirinnà a Goffredo Bettini e Giuseppe Provenzano. Caos, invece, per la fetta renziana decurtata di 15 posti con l’ingresso dei «millennials», ne pagano lo scotto i sindaci AreaDem di Dario Franceschini e soprattutto i sostenitori di Matteo Orfini e Maurizio Martina.

 

GLI INCARICHI – Polemiche per la riconferma alla presidenza di Matteo Orfini, dopo la mozione Orlando che optava per un candidato alternativo delle minoranze. Come d’annuncio, invece, la vicesegreteria è passata a Maurizio Martina, anche se in questo caso il sacrificio è toccato a Lorenzo Guerini, l’uomo dei giorni difficili del referendum, colui che per ammissione di tutti «ha tenuto in piedi la baracca». Andando avanti, Francesco Bonifazi resta tesoriere mentre Barbara Pollastrini (Orlando) e Domenico De Santis (Emiliano) acquistano la vicepresidenza. Restano punti interrogativi sui ruoli interni alla segreteria dove però Matteo Richetti, Matteo Ricci e Tommaso Nannicini hanno già un incarico riservato. Nessuna offerta per ora alle minoranze per la quale si preannunciano solo posti in piedi.

 

IL GOVERNO – Ci si continua a chiedere quale sarà il destino del governo soprattutto dopo i rumors, svelati da Repubblica, sulla circolare Boschi. Quest’ultima dovrà preventivamente approvare tutti gli atti dei ministri, ancor prima che questi siano discussi nel Consiglio dei ministri stesso, nella circolare infatti si legge: «ogni schema del provvedimento, destinato ad essere adottato in forma di Dpcm o Dpr», e ancora «gli schemi di atti amministrativi e per i documenti, di qualsiasi natura, da sottoporre alla deliberazione o all’esame del consiglio dei ministri». Un giro di vite quello del segretario all’esecutivo da non sottovalutare e che dal palco smentisce per non smentire: «Quanto durerà non dipende da noi, ma dal governo stesso e dal lavoro del Parlamentare».

 

I “MILLENNIALS” – Ma chi sono i “millennials” dello scandalo? Questi i nomi dei 20 under 30 eletti alla direzione nazionale del Partito Democratico: Marco Schirippa, Mirko Boschetti, Arianna Furi, Marco Pierini, Caterina Conti, Elisa Graffi, Bernard Dika, Davide Ragone, Giacomo Fisco, Gaia Romani, Erica Roic, Umberto Costantini (sindaco di Spilamberto), Francesco Pedalino, Gessica Laloni, Giorgia Bellucci, Ludovica Cioria, Nazarena Forti, Dario Costantino, Veronica Felaco, Gianluca Vichi.

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@FedericaGubinel

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Federica Gubinelli