Arianna: una start up che ti migliora la vita

Quando è nata l’idea della start up? Come mai il nome “Arianna”?
L’azienda è nata 15 anni fa, dalla nostra passione per il mobile che si è riversata nell’idea di aprire “Arianna”. Il nome è stato scelto un po’ dal concetto del filo di Arianna, quindi di trovare la strada, infatti abbiamo scelto il logo a forma di gomitolo. Siamo 3 co-fondatori: Salvatore Carlucci, Michele Carlucci che è mio fratello e Riccardo Bianchi. La società è nata nel giugno 2012 e in un anno e qualche mese abbiamo iniziato a riscontrare molto interesse. Abbiamo partecipato allo Smau di Milano, allo Smau di Roma e al Premio Lamarck, vincendo il premio come start up più innovativa del centro Italia. Abbiamo ricevuto altri premi come il Mobile App Awards, vincendo nella categoria ‘altre app innovative’, per quanto riguarda l’applicazione per la sicurezza, e nella sezione ‘giochi di intrattenimento’ per il nostro gioco. Nello Smau milanese siamo arrivati finalisti su 150 start up, finalisti anche al Premio Lamarck e sempre per il nostro gioco finalisti al Mobile App Awards nella categoria videogiochi.

Mi parli nel dettaglio delle applicazioni aCook e Granny and the Thief?
Entrambi nascono dalla voglia di fare qualcosa di nostro, perché l’azienda, per mantenersi e poter realizzare dei progetti, deve fare applicazioni per conto terzi, sono nate applicazioni bussines to bussines. Per mantenere una struttura come la nostra c’è bisogno di soldi, e dato che non abbiamo finanziamenti pubblici, tutto quello che riusciamo a guadagnare, grazie agli altri lavori, lo reinvestiamo nella nostra azienda e nei nostri fondi. Il social network aCook è gratuito, il videogioco è a pagamento a 0,89, ma c’è una versione gratuita con solo 12 livelli. Il gioco nasce un anno fa ed è stato inserito sullo store; abbiamo fatto anche una presentazione a Roma, al Vigamus, a villa Torlonia. Il videogioco è una sorta di casual game, dove tu guidi una nonnina che deve recuperare 3 monete all’interno dei vari livelli, hai la possibilità, oltre che di recuperare le monete, di abbattere i ladri, prima che questi ti raggiungano. I livelli diventano sempre più difficili, c’è un motore che permette di far diventare il gioco sempre più divertente e giocabile. Abbiamo pensato a questa nonna vestita di giallo e il ladro vestito di nero, perchè dà un po’ l’idea dei cartoni della Warner Bros. All’inizio la nonna doveva essere la parte dolce del gioco, alla fine lo è diventato il ladro, la nonna è un po’ più arcigna. Volevamo coinvolgere anche i bambini, non solo gli adulti. Il gioco si divide in tre fasce, ci giocano benissimo i bambini perché c’è l’idea di andare avanti, di lanciare vasi in testa al ladro, mai in maniera violenta ma sempre divertente e in stile cartoon; anche per chi è appassionato di giochi c’è la sfida, in Granny hai la possibilità di accumulare punti monete, di sfidare gli amici tramite Facebook o tramite proprio il gioco, e chi fa più punti vince.
L’app della cucina nasce come utility, nel senso che io da buon single ogni volta che tornavo a casa non sapevo mai che cucinare, quindi lì per lì ho pensato a risolvere una mia esigenza, volevo tornare a casa e trovare qualcuno che mi dicesse “guarda, puoi cucinare questo”. Funziona che tu registri la tua dispensa sull’app, tutto quello che tu hai in casa e, man mano che tu registri, l’applicazione cerca una ricetta in base a quello che hai. È comodo per chi, come me, ha poca fantasia nel cucinare. Ti dice gli elementi mancanti per fare determinate ricette, puoi inserire quegli alimenti nella lista della spesa: è molto comodo perché man mano che prendi qualcosa, l’App la inserisce automaticamente nella dispensa. Andando avanti, ci siamo resi conto che c’era sempre più gente appassionata di app e che a molte persone piace cucinare, quindi abbiamo messo una parte di social network. L’utente può inserire le proprie ricette, così io che non so cosa posso cucinare, scelgo tra le ricette di aCook, oppure tra quelle degli utenti. In più ogni ricetta può essere votata: più una ricetta è votata più sale in classifica. Attualmente si registrano più di 4000 utenti. Queste sono app solo per Apple, perché quando abbiamo iniziato a sviluppare le app, abbiamo monitorato i download dai cellulari e abbiamo notato che i maggiori li aveva la Apple. Non abbiamo abbandonato gli altri utenti, ma solo messi un attimo in stand by. Non appena il nostro gioco e il social network inizieranno a prendere più piede ed inizieranno ad essere scaricati da altri utenti, penseremo al passaggio ad altre piattaforme, perché per sviluppare un gioco ci vogliono soldi veri. E dire che ne abbiamo pochissimi..
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Come è nata l’app aGesic?
È nata come business to business, e funziona in questa maniera: l’operatore si dota di un cellulare android e su questo cellulare viene inserita la nostra applicazione. È una applicazione solo per android per motivi economici, non immaginiamo un operaio che lavori da solo con un iphone. Il valore aggiunto di questa applicazione è che quando l’operatore si sente male o è impossibilitato a mandare un allarme, il sistema intuisce lo stato di malore ed invia un allarme. Come fa a percepire il malore? In base all’accelerometro, quando l’accelerometro è fermo l’app invia l’allarme. Abbiamo servito anche zone che non sono coperte dal telefono. L’applicazione prevede, infatti, che l’allarme arrivi ad un pannello di controllo che può geolocalizzare l’operatore e mandare la squadra più vicina dall’infortunato, funziona anche se il cellulare non prende. Questa è una business to business, non si trova negli store, stiamo pensando alla versione family, però non l’abbiamo ancora sviluppata. Non ha limiti di chilometri, funziona con il Gps del cellulare, e anche se perdi il segnale l’applicazione continua a funzionare.
In ultimo, avete qualche progetto nuovo per il futuro, o vi concentrerete sulle app già esistenti?
No, attualmente stiamo seguendo alcuni clienti per lo sviluppo di alcune applicazioni, uno è per un fisioterapista ad esempio. Continueremo a far sì che il nostro videogioco e social network migliorino e ci stiamo concentrando anche sull’applicazione sulla sicurezza. Nel fare troppe cose si rischia di non portarne a termine neanche una. Per il momento social network e gioco sono le nostre priorità, e poi l’app sulla sicurezza, a meno che non ci sia un qualcosa che ci porti a seguire un altro progetto.

di Flavia Donati

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Flavia Donati

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