Apple Pay: le grandi catene Usa si oppongono

Il nuovo sistema di pagamento elettronico direttamente tramite smartphone Apple (ma sarà possibile effettuarlo anche con il nuovo iWatch presentato nella conferenza di settembre) è stato lanciato in America da poco più di una settimana ed è già un successo. Soltanto nelle prime 72 ore sembra siano state registrate su dispositivi della mela circa un milione di carte di credito, e l’azienda di Cupertino si dichiara già leader nel settore dei pagamenti contactless (letteralmente “senza contatto”, ovvero i sistemi che permettono di utilizzare la carta semplicemente avvicinandola al dispositivo senza bisogno di strisciarla).

Molti big tra le catene di vendita a stelle e strisce però non ci stanno, ed hanno sùbito iniziato un’azione di boicottaggio. Così colossi come Wal-Mart, Kmart, 7-Eleven, Best Buy, Rite Aid e CVS hanno disabilitato nei loro punti vendita i supporti NFC necessari alla transazione. Alla radice dell’ostracismo sembra ci sia l’accordo tra queste società per sviluppare a loro volta un’applicazione di pagamento elettronico chiamata CurrentC, che dovrebbe vedere la luce soltanto nel 2015. I due sistemi sono pressoché identici, ma mentre con Apple Pay l’importo viene addebitato sulla carta, con CurrentC l’addebito avviene direttamente sul conto corrente, scavalcando in tal modo le carte di credito e le relative commissioni previste per i negozi.

L’opposizione dunque non è diretta soltanto all’azienda di Tim Cook, ma anche a tutte le altre piattaforme che usano la tecnologia NFC, come ad esempio Google Wallet. Anche senza il nullaosta di questa fetta di mercato è però probabile che la tecnologia messa a punto da Apple riuscirà ad affermarsi, come sembrano testimoniare i dati riportati in apertura. Il sistema può essere utilizzato anche per i pagamenti online, e presto dovrebbe arrivare anche in Europa.

Apple-Pay II

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Fabrizio Papitto