Antisocial network: Hatebook, Cloak e Enemybook

 

 

CLOAK – Incontrare l’ex fidanzato/a, il fastidioso vicino di casa o un’amica con cui i rapporti si sono interrotti non sarà più un pensiero di cui doversi preoccupare. Scaricando Cloak (mantello) vi sarà possibile geolocalizzarli e, banalizzando, evitare di incrociarli per strada. Creata da Brian Moore, questa applicazione per iOS utilizza la geolocalizzazione di FourSquare e Instagram per indicare la posizione degli utenti “scomodi”. Una volta selezionati i contatti che si vogliono evitare, il servizio provvederà a inoltrare una notifica ogni volta che questi saranno nei paraggi: una mappa mostrerà i loro movimenti, permettendovi di evitare l’incontro. La IBNlive avverte, inoltre, che dato il successo dell’applicazione, presto verranno integrati i dati di geolocalizzazione provenienti da Facebook e Twitter. Funziona esattamente allo stesso modo “Hell is other people“, il primo vero network, dal nome abbastanza intuitivo, per chi odia: anche questa app si basa sulla geolocalizzazione dei contatti di FourSquare e realizza una mappa che mostra gli spostamenti dei contatti indesiderati. Sembra, dunque, che il buon vecchio “Se lo/la incontro cambio strada” sia diventato una certezza.

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ENEMY BOOK – Laddove non ricordaste tutte le persone che non volete nella vostra vita, quelle che detestate, e i motivi per cui lo fate, vi basterà scaricare quest’applicazione. La versione 2.0 del più tradizionale “libro nero” vi permetterà di raggruppare i nemici in delle liste simili a quelle usate da Facebook. Potrete inoltre aggiungere tutte le motivazioni che vi hanno portato a detestare quei contatti e utilizzare il servizio come memorandum per i tempi futuri. Per non correre il rischio di dimenticare la rabbia e fare pace, non sia mai.

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HATEBOOK – L’antisocial network per eccellenza che si piazza all’antipode di Facebook. Potrete inserirvi tutti i contatti che detestate e creare una vera community di “odiatori”: Hatebook vi permetterà di scambiare pettegolezzi, foto, video compromettenti delle persone odiate e di rintracciare materiale da utilizzare contro di loro. In chiosa a questo elogio al bene incondizionato viene da pensare al tempo e alle energie impiegate a evitare, odiare, attaccare le persone indesiderate. Risorse che i fruitori degli antisocial network potrebbero utilizzare in infiniti modi più fruttuosi: dal volontariato a un torneo di burraco.

 

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Alessandra Corsini

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