Anonymous contro l’austerity: ‘tango down’ a quattro siti istituzionali

Sabato per le strade della Capitale hanno sfilato migliaia di persone per protestare contro l’austerity, ma soprattutto per rivendicare il diritto a un reddito e a una casa per tutti i cittadini. Protesta che non si è fermata solo nelle strade di Roma, ma ha invaso anche il web, chi non ha potuto partecipare materialmente ha seguito tutti gli sviluppi attraverso i continui aggiornamenti grazie ai social network, con i post e i tweet di chi si trovava per strada, anche se in molte zone la connessione 3G era stata limitata. In contemporanea con il corteo, il gruppo di hacker Anonymous ha voluto dare il suo contributo e lo ha fatto a modo suo. Prima di tutto ha invitato, via Facebook, tutti i cittadini ad attivare il proprio wi-fi, come già avevano fatto gi organizzatori della manifestazione, proprio per contrastare la possibilità che alcune celle telefoniche venissero disattivate durante la manifestazione e così continuare a raccontare quello che stava accadendo. Poi hanno fatto quello che sanno fare meglio, oscurare ben quattro siti istituzionali: il ministero delle Infrastrutture, il ministero dello Sviluppo Economico, la Corte dei Conti e Cassa Depositi e Prestiti. La tecnica usata per mandare letteralmente in tilt le pagine web in questione è stata quella del denial of service, cioè inviare molte richieste di accesso al sito, così da renderlo inaccessibile per i troppi contatti. L’operazione è stata subito rivendicata su Facebook e Twitter con il termine ‘tango down’ l’espressione di guerra usata quando un nemico viene eliminato.
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Anonymous ha rilasciato, com’è suo solito, un lungo post sul suo blog, in cui senza mezzi termini spiega i motivi della sua protesta e ha ribadito quali sono i diritti inalienabili dell’uomo, attaccando la politica economica dello Stato italiano, che da trent’anni prevede <<tagli alla spesa pubblica e sfruttamento del lavoro semischiavile dei profughi senza diritti per aumentare l’insicurezza sociale e ribassare il costo del lavoro di tutti i cittadini e gli stranieri>>. Continuano puntando l’attenzione sulla <<guerra tra poveri e la negazione dei diritti dei più sfruttati da parte di chi lo è appena meno>>, che come conseguenza ha la discriminazione e lo sfruttamento dei più poveri, e soprattutto aggiungono che <<il mondo del lavoro è un mondo di gerarchie, quindi se si abbassa il salario dei lavoratori di grado minore (i profughi) simile sorte occorrerà anche a quello degli italiani che svolgono mansioni ritenute, dai padroni, di poco più elevate>>. Anonymous rivendica anche il diritto all’abitazione: <<In tempo di ‘crisi’ economica molte sono le industrie e le attività di ogni genere che falliscono e quindi moltissimi sono coloro che si trovano senza un lavoro, senza alcun reddito e conseguentemente saranno disposti ad accettare un impiego per qualsiasi cifra e ad ogni condizione. La necessaria conseguenza di tutto ciò è un crescente numero di persone che si vede, col reddito, privata della possibilità di esercitare quelli che debbono considerarsi diritti inalienabili, a partire dal diritto all’abitazione. In molti vedono dunque il loro diritto all’esistenza violato>>. Chiedono l’abolizione dei municipi e delle circoscrizioni, perché dovrebbero essere gli stessi cittadini a prendersi cura dell’area in cui vivono, si oppongono all’Ilva di Taranto e ai rigassificatori offshore che distruggono la natura. Parlano dei C.I.E. e dei manicomi criminali definendoli ‘campi di concentramento’ e concludono il loro post: <<Potenti, politici, maledette le vostra torture, i vostri campi di reclusione, le vostre autorità, indegne d’esser riconosciute, la vostra austherity fatta sfruttamento e paura!>>.

Fonti: blog Anonymous Italia

di Flavia Donati

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