Allarme morbillo: incremento di oltre il 230%

In Italia è allarme morbillo, lo conferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità che con un comunicato sul portale del Ministero della Salute mette in allerta l’intera collettività sul preoccupante aumento registrato del numero di casi di morbillo nella nostra penisola.

 

«A fronte degli 844 casi di morbillo segnalati nel 2016, dall’inizio dell’anno sono già stati registrati più di 700 casi, con un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui si erano verificati 220 casi, di oltre il 230%. La maggior parte dei casi sono stati segnalati da sole quattro Regioni: Piemonte, Lazio, Lombardia e Toscana. Più della metà dei casi rientra nella fascia di età 15-39 anni».

Ma a cosa è dovuta questa assurda impennata in soli tre mesi dall’inizio del 2017? Ce lo spiega sempre l’OMS che non ha dubbi nell’addebitare la principale colpa ai genitori “antivaccinisti” che con le loro teorie etico-filosofiche lontanissime da qualsivoglia postulato medico-scientifico mettono in pericolo i loro figli, e tutta la comunità adulta e bambina. «Il morbillo continua a circolare nel nostro Paese a causa della presenza di sacche di popolazione suscettibile, non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale a 2 dosi. Ciò è in gran parte dovuto al numero crescente di genitori che rifiutano la vaccinazione – spiega l’OMS – nonostante le evidenze scientifiche consolidate e nonostante i provvedimenti di alcune regioni che tendono a migliorare le coperture, anche interagendo con le famiglie e i genitori».

 

Cerchiamo di analizzare le motivazioni alla base dei promotori della lotta ai vaccini: in pole position troviamo le presunte controindicazioni del vaccino MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia), poi segue l’obiezione rivolta alle lobby delle case farmaceutiche per arricchirsi, infine le cure di prevenzione “sciamana” fai da te. Circa i presunti effetti dannosi post vaccino, spesso si fa riferimento alla relazione tra disturbi di tipo autistico e il vaccino trivalente MPR. Nel 1998 Andrew Jeremy Wakefield firmò un articolo sulla rivista The Lancet dove adduceva numerose prove a conferma della connessione autismo-vaccino, ma lo studio era stato manipolato e si scoprì che l’ex medico era stato pagato profumatamente da un avvocato impegnato in una causa per responsabilità da vaccino; l’articolo venne ritirato e Andrew Wakefield fu radiato. Poi ci fu il caso di Rimini, il Tribunale condannò il Ministero della Salute al risarcimento di una coppia con figlio autistico, ritenendo sussistere il nesso di causalità tra vaccino e la sindrome. Nel 2015 la Corte di Appello di Bologna però ribalta la decisione: «Non c’è un’oggettiva correlazione temporale tra la progressiva comparsa dei disturbi della sfera autistica e il vaccino MPR», la prima sentenza si basava sugli studi “fraudolenti” dello stesso Wakefield, smentiti pienamente dalla comunità scientifica.

 

Poi c’è la storia dell’arricchimento della case farmaceutiche. Certo i vaccini hanno senza dubbio un costo, ma quanto guadagnerebbe invece una casa farmaceutica se scoppiasse un’epidemia e ognuno dovesse acquistare un antidoto? Con l’omeopatia, i cibi sani, i decotti, l’attività fisica si mantiene il corpo in buona salute e si dona equilibrio alla mente, ma non ci si rende immuni da patologie infettive, né se ne guarisce.

 

L’allarme morbillo non è una canzonatura da sottovalutare, a guardare i dati, le conseguenze della malattia possono essere drastiche: neurite ottica, otite, polmonite, encefalite, trombocitopenia, decesso. La vaccinazione protegge il singolo immunizzato e può determinare la cosiddetta Herd Immunity, l’immunità di branco, la protezione indiretta che il vaccinato fa cadere di riflesso sul non vaccinato. Non sempre va così, per questo la libertà di scelta non dovrebbe inficiare sulla salute altrui, come nel caso della piccola Anna L., di appena 12 mesi, ancora troppo piccola per essere vaccinata, la quale ha contratto il morbillo: con febbre a 40, ora è ricoverata in ospedale attaccata ai tubi delle flebo, denutrita e disidratata.

Il disporre di se stesso, qui, implica necessariamente ed egoisticamente il disporre degli altri, non vaccinarsi significa esporre al contagio chi per qualsiasi ragione, di età, salute (soggetto leucemico o con grave deficit del sistema immunitario, donne in gravidanza) ecc. non può essere assolutamente sottoposto a vaccino.

 

 

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melania fusco

Classe 1982, romana e romanista doc, "fresco" avvocato con la grande passione per la scrittura e l'animo umano. "La penna è il mio pennello e realizzerò grandi opere di libertà".