Agenzia Beni Confiscati: il nuovo direttore

Nonostante siano passati quattro anni dall’istituzione dell‘Agenzia per i beni confiscati e nonostante la sua costruzione sia stata un’intuizione “d’oro” a seguito di importanti leggi come la 109/96 nel bel mezzo di un periodo storico e politico, incentrato sulla lotta alla criminalità organizzata, particolarmente complesso e sanguinoso, ad oggi, il lavoro dell’Agenzia risulta fallimentare. Lo scorso settembre il direttore Giuseppe Caruso ha lasciato le redini della barca ammettendo di non avere le forze per continuare quel lavoro, portando alla luce la paralisi dell’organo; comprensibile se si pensa che gli ultimi dati riportano un totale di 12.946 beni sequestrati e confiscati -di cui 11.238 immobili– e gravi carenze di risorse dell’Agenzia, soprattutto relative al numero di dipendenti in organico. «I tempi sono maturi per una riforma dell’Agenzia per i beni confiscati alla mafia» aveva annunciato lo scorso mese a Palermo Rosy Bindi, in occasione del Convegno “Ripensare l’antimafia; «Bisogna ammettere- sottolineava inoltre Vincenzo Oliveri, presidente della Corte d’Appello di Palermo– che l’Agenzia per i beni confiscati funziona male per la sua struttura, non ha personale adeguato, personale tecnico, non ha capacità migliorative».

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Oggi a guidare quest’organo, che sembra avere bisogno di una bella ristrutturazione, sarà Umberto Postiglione, classe 1950, nato ad Angri; incaricato a seguito dell’ondata di nomine del governo Renzi, su proposta dei ministro dell’Interno Angelino Alfano, Postiglione, ex Prefetto di Agrigento, ex capo Gabiennto a Salerno, ex sindaco di Anri, era stato al centro di alcune polemiche quando venne investito del doppio ruolo di prefetto siciliano e di commissario straordinario della Provincia di Roma, in sostituzione di Nicola Zingaretti, diventato nel frattempo governatore della Regione Lazio. Non hanno tardato ad arrivare, all’ex prefetto, gli auguri un po’ amareggiati di Rosy Bindi, Presidente della Commissione parlamentare Antimafia, che sembra non abbia apprezzato la modalità con la quale il Governo ha scelto il nuovo direttore dell’Agenzia, ossia senza consultazione parlamentare: «ll Governo con un atto non proprio di cortesia istituzionale ha nominato il nuovo direttore dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati prima che si svolgesse il dibattito attorno alla nostra relazione. Noi facciamo tanti auguri al prefetto Postiglione, ma questa nomina deve impegnare il Governo, il Parlamento e la stessa Agenzia ad una profonda riforma della struttura, perché solo il 5% dei beni confiscati viene riassegnato e ció dipende in parte dalla mancanza di efficienza dell’Agenzia».

@DeCanistra

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