Abecol, l’Agenzia che non fa

Una cattedrale di cristallo, senza regolamento interno, senza risultati ottenuti, con dieci dipendenti e un direttore che percepisce uno stipendio di 155 mila euro ogni anno, Luca Fegatelli, con altre nove cariche istituzionali e indagato per associazione a delinquere e concorso in truffa ai danni dello Stato; non proprio quello che ci si aspetta dal direttore di un’Agenzia che lotta contro la criminalità organizzata. Anche una semplice visita al sito web dell’ABECOL mostra come, dal momento della sua istituzione, non é stato fatto nulla di concreto, al contrario di quanto viene scritto nella pagina di presentazione: “Consentire il concreto riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata per iniziative di pubblica utilità. E’ questo il principale obiettivo che la Regione Lazio si prefigge con l’istituzione dell’ABECOL che si pone quale strumento di assistenza tecnica e partenariato istituzionale per il concreto riutilizzo dei beni confiscati, al fine di garantire pubblicità e trasparenza nelle assegnazioni, per sostenere gli enti locali, le associazioni e le cooperative sociali nella presentazione di progetti sostenibili e nella ricerca delle risorse finanziarie, al fine di assicurare il riutilizzo effettivo e lo sviluppo dei beni e delle aziende confiscate per iniziative di solidarietà sociale.” La Corte dei Conti nel Rendiconto Generale della Regione Lazio scrive: “Nella galassia di Enti ed Agenzie, con funzioni spesso parallele o sovrapponibili a quelle delle Direzioni regionali, spicca il caso di ABECOL in questi anni rimasta inattiva ed il cui mantenimento non risulta giustificabile per il sopravvenuto mutamento del quadro normativo.”

Infatti l’ABECOL non appare solo immobile dal 2009 ma risulta ormai del tutto inutile, alla luce del Decreto legislativo n. 159 del 2011 con la quale é stata istituita l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC), competente in via esclusiva per l’amministrazione dei beni confiscati, anche in via non definitiva, sull’intero territorio nazionale. Inoltre, la Corte Costituzionale nel 2012 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per contrasto con l’art. 117,31 della Costituzione, della legge della regione Calabria 7 marzo 2011 n. 7, che istituiva l’Agenzia regionale della Calabria per i beni confiscati alle organizzazioni criminali”, molto simile all’ABECOL. Un’Agenzia che in invece di creare cultura della legalità e servizi ai cittadini, collabora unicamente a prosciugare le casse già vuote della Regione.

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