A Natale, un cesto di tasse

Il torrone in una mano e le bollette nell’altra: questo lo scenario che milioni di italiani affronteranno quest’anno nel periodo natalizio. Le scadenze fiscali, infatti, sembrano concentrarsi tutte in questo periodo tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo anno.
Iniziamo con la Tasi la cui scadenza è fissata al 16 dicembre. I possessori di immobili, alla data, dovranno già aver effettuato i calcoli per i pagamenti che dipendono dalle delibere dei singoli comuni. Stessa scadenza anche per la rata dell’Imu sugli immobili non adibiti ad abitazione principale.
A ridosso di Capodanno ecco l’altra scadenza per il popolo delle Partite Iva. Liberi professionisti, artigiani, imprenditori dovranno versare entro il 29 dicembre l’acconto per il saldo dell’anno 2014. Ultima chiamata a dicembre anche per la Tari, la nuova imposta per i rifiuti le cui scadenze e aliquote variano in base alle disposizioni dei singoli comuni.

Molto lavoro per i commercialisti, Caf e consulenti fiscali che anche quest’anno saranno alle prese con conteggi e termini a ripetizione e tutti concentrati nel periodo festivo. Ancora nessuna traccia dunque della semplificazione tanto agognata o per lo meno di una batteria di scadenze meno ravvicinata e meglio distribuita nel corso dell’anno.
Oltre agli altri salassi mensili, ricordiamo che nulla ancora è stato modificato in merito al pagamento del Canone Rai, che inizialmente si pensava di accorpare insieme alla bolletta dell’energia e di ridurne l’importo, per far pagare meno ma pagare tutti, al fine di ridurne così l’evasione. Invece anche quest’anno a gennaio toccherà versare i soliti 113, 50 euro per le Tv pubblica.
E se solitamente la fine dell’anno può considerarsi un periodo, seppur ridotto, di riposo e di, seppur ridotta, possibilità di spendere qualche euro in più per regali e cene, anche quest’anno molti saranno costretti a tirare la cinghia. Secondo una stima di Coldiretti infatti, le tredicesime saranno in buona parte spese per far fronte alle scadenze fiscali. Per il 51% degli italiani l’entrata di fine anno sarà destinata a tasse o mutui. Il 23% invece deciderà probabilmente di stipare la tredicesima nel salvadanaio per far fronte ad un futuro sempre più incerto. Solo il 26% spenderà invece parte dell’entrata per i consueti regali di Natale.

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@MariaChiaraPier

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Maria Chiara Pierbattista