La cleptomania assolve un anziano

L’uomo, sottoposto a perizia psichiatrica, è stato giudicato totalmente incapace di intendere e di volere e conseguentemente non imputabile. Nella perizia psichiatrica è stato inequivocabilmente preso atto che l’uomo “viveva nel conflitto che si creava nella sua mente, tra l’impulso a rubare e la volontà di resistervi. Tutto ciò creava uno stato di forte angoscia che richiedeva un atto liberatorio”.
Il cleptomane, compiva i suddetti furti all’interno degli ospedali. Avendo cronici problemi di salute, si faceva ricoverare in diversi nosocomi della capitale, all’interno dei quali individuava le sue vittime, il più delle volte anziani. Al momento opportuno l’ex bancario si impossessava di telefoni cellulari, di computer portatili e orologi di marca. Una volta ottenuto il bottino, l’uomo si dileguava lasciando l’ospedale.

 

 

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Redazione Parolibero

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