Il costo degli errori giudiziari

Molte vittime della malagiustizia però non sono mai state risarcite o perché non hanno fatto apposita richiesta o perché le proprie istanze indennitarie sono state rigettate. Nel 1988 lo Stato introdusse una misura che potesse almeno lenire le conseguenze di palesi ingiustizie: fu così creato l’istituto della riparazione per ingiusta detenzione introducendo due specifici articoli il 314 ed il 315 nel codice di procedura penale.

Dopo oltre 24 anni dall’introduzione del suddetto istituto ciò che stupisce profondamente è il dato relativo al numero di persone rimasti vittime della giustizia dal Dopoguerra: oltre 4 milioni.
Dati che non riguardano solo errori giudiziari o ingiuste detenzioni ma, anche uomini e donne finiti negli ingranaggi della giustizia e poi usciti assolti o prosciolti completamente.
Sono circa 50 mila, infatti, i cittadini che hanno ricevuto il relativo indennizzo per una spesa complessiva che tocca quasi i 600 milioni di euro.
Basta scorrere negli anni la tabella del ministero dell’Economia e delle Finanze per verificare che sono stati spesi oltre 56 milioni del 2004, 49 milioni e passa nel 2002, più di 47 milioni nel 2011. Il dato più basso riguarda il 1997 con un milione e mezzo di euro complessivamente registrati.

Si tratta in media di circa 30 milioni di euro all’anno che sono stati prelevati dalle casse dello Stato per indennizzare le vittime d’ingiuste detenzioni e di errori giudiziari.
Nella colonna degli importi pagati per errore giudiziario, per esempio, balza agli occhi come il 2012 sia stato l’anno in cui più si è speso per i soli errori (poco meno di 7 milioni di euro).

 

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Redazione Parolibero

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