Uno tsunami contro Grillo

Giorno 16 marzo, Piero Grasso è stato eletto Presidente del Senato con la maggioranza relativa dei voti e – anche – con l’aiuto di 7 senatori grillini: Giuseppe Vacciano, Marino Mastrangeli, Elena Fattori, Bartolomeo Pepe, Fabrizio Bocchino, Mario Giarrusso, Francesco Campanella.

Una mossa che ha destato forte rabbia in Beppe Grillo, che dopo aver taciuto per qualche ora, ha rilasciato una dichiarazione breve sul suo blog – poi cancellata – in cui sosteneva che «il voto segreto non ha senso, l’eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con un voto palese – auspicandosi che – ogni senatore del M5S dichiari come ha votato». Riportando quanto scritto nel Codice di Comportamento degli eletti 5 Stelle in Parlamento, segue poi sottolineando come le votazioni debbano essere «decise a maggioranza dai parlamentari del M5S – e che – se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze».
Dichiarazioni che hanno fatto rumore, e che hanno scatenato un certo putiferio. Le ribellioni interne sono emerse in maniera copiosa, con una serie di commenti negativi che hanno affollato www.beppegrillo.it.

Circa la situazione si è espresso pubblicamente uno degli “epurati”, per la cronaca il primo in ordine cronologico: il consigliere comunale di Ferrara Valentino Tavolazzi. La sua denuncia attraverso Facebook: «ogni giorno una regola nuova…democrazia dall’alto» il commento, cui ha allegato il Comunicato politico numero 45 tratto direttamente dal blog di Grillo, che parla de «la libertà di ogni candidato di potersi esprimere liberamente in Parlamento senza chiedere il permesso a nessun capo bastone sarà la sua vera forza».
Le circostanze rischiano di aggravarsi ulteriormente: alcuni utenti, hanno infatti lamentato un oscuramento dei commenti negativi più votati nei confronti del post di Grillo, riportando in auge il discorso circa la reale trasparenza della piattaforma di confronto, già oggetto di discussioni in passato. È proprio per questo che, probabilmente, si è deciso di assoldare alla truppa comunicativa due blogger: Claudio Messora e Daniele Martinelli, che si occuperanno relativamente di coordinare senatori e deputati. Così, in attesa di prendere una decisione su eventuali nuove espulsioni («non si può disattendere un contratto»), sembra che la prima mossa dei pentastellati sia quella di tutelare e preservare un’immagine esterna travolta da un insolito e imprevisto tsunami.

 

di Mauro Agatone

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