Un pezzo di deserto per essere una principessa

Emily Heaton è una bambina statunitense come tante altre, o quasi. Vive in Virginia, divide il letto a castello con i suoi fratellini, suo padre non è un re e lei, che ha sette anni, ancora non può sposare un principe. Presto, però, potrebbe diventare una vera principessa. Merito di Jremiah, il suo «superpapà», che, per non deludere la sua bambina, ha conquistato un pezzo di deserto nell’Africa settentrionale. No, non avete letto male. Dopo aver promesso alla figlia che, in un modo o nell’altro, avrebbe realizzato il suo sogno, l’uomo ha iniziato una ricerca per trovare territori vergini, che non appartenessero a nessuno. «Le promesse si mantengono sempre», aveva detto l’uomo alla figlia. Quindi, grazie ad una quest online partita da termini generici come «terris nullis» e «terra di nessuno», ha individuato una striscia di deserto al confine tra il Sudan e l’Egitto, chiamata Bir Tawil. Un territorio di duemila chilometri quadrati circondato da beduini che, a causa di una disputa tra i due Paesi, risulta essere territorio di nessuno. Così, il 16 giugno, per il compleanno della piccola Emily, Jeremiah è volato nel deserto e, come ai tempi della grande corsa all’oro, ha rivendicato il territorio piantando una bandiera con lo stemma, appositamente disegnato dai suoi tre figli. {ads1} Ora, si dice sicuro di essere il legittimo proprietario del Bir Tawil, come dichiara su Facebook: «Nel corso degli anni alcuni esploratori hanno tentato di impossessarsi di Bir Tawil semplicemente scrivendo un blog o creando un sito web. Queste loro affermazioni, illegittime, non sono state riconosciute da nessun governo. Oggi, con il pieno sostegno del governo egiziano, dopo aver viaggiato per 14 ore attraversando il deserto aperto per raggiungere Bir Tawil, ho piantato una bandiera, disegnata dai miei figli e ho fatto una richiesta fisica al governo per ottenere la terra». Una volta tornato a casa, ha conferito alla figlia il titolo di principessa del “Regno del Nord Sudan“, come ha ribattezzato il nuovo stato. Emily, che da quel momento indossa la tiara, però, non può ancora dirsi principessa a tutti gli effetti. Perché il titolo sia ufficiale, infatti, occorre ancora il riconoscimento internazionale, sia delle Nazioni Unite sia dell’Unione Africana. La famiglia Heaton è più che mai fiduciosa e sicura che il riconoscimento arriverà. Perché, dicono, rispetto ai paesi conquistati allo stesso modo nel passato, c’è una differenza sostanziale: quegli stati erano il frutto di una guerra, mentre il suo regno è il frutto dell’amore di un padre per la figlia. Vedremo se gli daranno ragione, per ora quel che è certo è che se per ogni padre la propria bambina è una principessa, pochi, anzi pochissimi, le conquistano un regno.

@costipiccola

 

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Costanza Giannelli

Nasce e cresce (poco, in realtà) in Toscana. Nel 2013, dopo la laurea in Storia Contemporanea si trasferisce a Roma, dove approda alla redazione di Lineadiretta24. Lettrice onnivora e incontenibile logorroica, è appassionata di politica, diritti, storia, De Andrè e Scrubs, non necessariamente in quest’ordine. Curiosa di natura e polemica per vocazione, ama l’India e colleziona lauree, ma giura che la terza sarà l’ultima.

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