Nuovo test atomico nordcoreano: Kim Jong-un va preso sul serio?

test atomico nordcoreanoUn nuovo test atomico nordcoreano ha provocato un terremoto di magnitudo 6.3, innescando un’esplosione 5 volte più potente di quella di Nagasaki.  Pyongyang ha prontamente celebrato la nuova sfida alla comunità internazionale, annunciando sulla tv di Stato: «Abbiamo condotto con successo il test di una bomba all’idrogeno. Se la Corea decide di fare qualcosa, la fa». Si tratta del sesto test atomico nordcoreano, il primo da quando Donald Trump è diventato presidente. Ma Kim vuole davvero la guerra? Ad oggi, le pressioni non armate nei confronti del regime nordcoreano non sono valse a molto: le sanzioni internazionali varate dall’Onu non sono riuscite a porre fine a nuovi esperimenti nucleari.

Complici dell’ultimo disastro sono anche le recenti provocazioni del presidente statunitense Donald Trump. Se finora la Corea del Nord sembrava aver optato per una maggiore prudenza, interrompendo il lancio di nuovi missili, le tensioni si sono riaccese dopo che Trump ha twittato quanto fosse saggio da parte di Pyongyang rinunciare ad attaccare la base USA a Guam, dimostrando di aver imparato cos’è il rispetto. Mostrando di prendere poco sul serio le minacce di Kim Jong-un, le parole di Trump hanno colpito l’orgoglio del leader nordcoreano e scatenato nuove ostilità. Gli Stati Uniti di Trump, che già in passato avevano minacciato di rispondere con «fuoco e furia», alimentano un braccio di ferro pericoloso.

Trump, lontano anni luce dalla prudenza diplomatica di Obama, giudica ridotte le possibilità che la Corea del Nord inizi volontariamente una guerra nucleare sola contro il mondo: un atto così estremo porterebbe ad una sconfitta inevitabile per un paese senza veri alleati. Per Kim Jong-un le armi atomiche rappresentano piuttosto una garanzia di sopravvivenza contro un nemico, gli Stati Uniti, che da tempo promette di destituire un regime tanto scomodo. Più che la guerra, Kim vuole essere preso sul serio al pari degli altri leader internazionali, sia in politica estera che interna. Il possesso di armi atomiche alimenta infatti una propaganda formidabile, che punta ad escludere ogni eventualità di golpe o opposizione interna. Il lancio di missili è l’unico mezzo di pressione a disposizione di Pyongyang e l’unico modo che ha per dimostrare la propria importanza agli occhi del mondo.

 

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».