Terrorismo Islamico: è strage di cervelli

Terrorismo islamicoIl terrorismo islamico colpisce ancora. Una strage, l’ennesima, nel cuore dell’Europa. A essere colpiti questa volta sono stati quasi tutti i Paesi dell’Unione, subito dopo la sconvolgente notizia dell’attacco a Nizza, in modo violento e indiscriminato. Civili, normali cittadini, intellettuali, manovali, operai, industriali, di destra, di sinistra, cattolici, islamici, ebrei, ortodossi, buddhisti…nessuno è stato risparmiato.

La deriva della cultura occidentale oggi ha trovato un prezioso alleato, il terrorismo islamico: ed è subito strage di cervelli. Ovunque, in tutte le nazioni e in tutte le case, la maggior parte dei cervelli è stata presa in ostaggio da moti di pancia e da recrudescenze di razzismo, xenofobia, ignoranza e cara vecchia smania di potenza occidentale.

In testa a tutti, come evocato da Wu Ming poco prima della strage di Nizza, il capolavoro de “l’Islam moderato prenda le distanza” e l’equiparazione del terrorista islamico con l’islamico tout court hanno sbancato giornali e social network. Come logica conseguenza sono state presentate all’Osservatorio per i Diritti Umani le seguenti richieste di presa distanza: i cattolici moderati prendano le distanze dai cattolici contro l’aborto e la libertà di autodeterminazione dell’individuo, dai preti pedofili, dagli inchini ai capimafia durante le processioni religiose; le comunità ebraiche di tutto il mondo prendano le distanze dai ripetuti attacchi di Israele contro la popolazione civile palestinese; la polizia americana e le cristianissime comunità del Sud degli Stati Uniti sarebbero pregate di smettere di ammazzare e discriminare i neri;  le comunità marinare di Lampedusa e della Sicilia prendano le distanze dal resto della civilissima Europa per tutti gli immigrati lasciati affogare in mare; etc.. etc…

Terrorismo islamicoAl secondo posto, vero trionfo delle pulsioni coloniali e da padroni assoluti del mondo, si trovano le ben peggiori affermazioni, dal punto di vista dell’indice di umanità espresso,  del tipo “ammazziamoli tutti”, “bombardiamoli tutti” e così via. Le forze armati francesi, benché molte di queste affermazioni provenissero dall’Italia, hanno quindi rivolto le proprie testate nucleari contro il territorio francese stesso, essendo francesi i terroristi, risolvendo alla radice il problema dei futuri attacchi terroristici.

Verrebbe da sorridere, se non ci fosse da piangere, nell’osservare quanto di contorto ci sia intorno la questione del terrorismo islamico e della crociata che da questo consegue. Lasciando per un attimo perdere le pericolose restrizioni delle libertà personalisiamo condannati a uno stato d’emergenza permanente per sentirci protetti? Vogliamo il coprifuoco? Non sarebbe male dopotutto – basti considerare, senza con questo essere accusati di eccessivo buonismo o terrorismo di ritorno, che se la ferita del terrorismo che stiamo conoscendo da due anni a questa parte è il frutto, parte delle radici, la maggiore, le abbiamo piantate noi. Venti anni di destabilizzazione e di bombardamento di quell’“angolo” di mondo che chiamiamo Medio Oriente, di occasioni mai perdute (dalla Francia in particolare) di intervenire a colpi di missili nel Nord Africa, in Siria, in Afghanistan e in Iraq, venti anni di inferno provocato da noi occidentali nel silenzio generale e nello sgomento occasionale che dovevano generare? Fiorellini?
Nonostante questo, ancora guerre, ancora bombe. Non è buonismo, è un rapporto causa-effetto.

allarme-terrorismoInfine, il terzo gradino del podio è conquistato, dopo uno scontro titanico con i vari SalviniMeloniLePen, dal tormentone del cordoglio e dello sgomento, moria assoluta d’intelligenza critica, tesa a soddisfare non si sa quale egocentrica pretesa di umanità e di vicinanza alle vittime, a ogni occasione. Non si perde occasione per un #prayfor salvo poi, #forgetever; purché prima io abbia pregato su Facebook, poi posso pure dimenticare tutto e andare a caccia di Pokemon.  Battuto però, il pray for, dall’ancor peggiore tormentone #Jesuischicchessia, che enumera una sfilza degli attentati avvenuti nell’ultimo anno fino alla chiusa #Jesuisstanco.

Stanco? Ma abbiamo idea di che cosa sia il dolore? Facciamo un esperimento, tanto per immaginarne un po’, scriviamo tutti “civili uccisi in Medio Oriente1 su Google e poi vediamo se ci restano abbastanza preghiere.
Salvo una, #prayforbrains.

 

1: Come riportato dalla CBS, tra il 14 e il 19 luglio ne sono morti “per sbaglio” pare un centinaio.

 

@aurelio_lentini

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Aurelio Lentini

Laureato in Scienze Storiche presso L'università Statale degli Studi di Milano, oggi conduce una piccola libreria online, collabora con varie testate online, scrive, e tenta di venire a capo del mondo prima che il mondo venga a capo di lui.