Speciale4Domande: intervista a Francesco Lollobrigida di Fratelli D’Italia

1 deputato su 5 è donna, 2 donne su 5 lasciano il lavoro per la gravidanza, la violenza dei partner è la prima causa di morte per le donne dai 15 ai 44 anni: c’è speranza che la prossima legislatura ci traghetti una volta per tutte fuori dal medioevo?

F. L.: Nella scorsa legislatura il governo di centrodestra, a maggioranza bipartisan, ha legiferato sul tema della violenza sulle donne tramite la legge sullo stalking. Si tratta di un provvedimento innovativo su una materia molto delicata sulla quale occorre continuare l’opera iniziata, anche alla luce del reiterarsi di questo tipo di reati. Per quanto riguarda il rapporto fra mondo del lavoro e ruolo delle donne sarebbe facile far notare che nel corso degli anni la donna ha saputo raggiungere posizioni di rilievo nel mondo imprenditoriale e politico. Il problema è in realtà complesso e vede certamente uno squilibrio per la donna nella possibilità di accesso al mondo del lavoro così come in quello di costruirsi una carriera. Attualmente viviamo in un paese fortemente maschilista anche nella sua legislazione ma non va dimenticato che Fratelli d’Italia è l’unico partito ad aver candidato una donna/ragazza alla Presidenza del Consiglio.

Entro il 2050, la Germania produrrà il 100% della sua energia con le rinnovabili; in molte nazioni europee si stanno sviluppando e sperimentando mezzi di trasporto pubblici a idrogeno, in Spagna si trova una delle più grandi centrali fotovoltaiche al mondo. Verranno fatti dei piani mirati al futuro o si tornerà a parlare di nucleare proprio quando paesi come la già citata Germania e Giappone – tanto per dirne due – se ne stanno sbarazzando?

F. L.: Poiché l’Italia non è dotata di proprie risorse energetiche giocoforza vuole che sarà necessario rivedere tutta la politica di settore fin qui portata avanti dai governi passati. Allo stato attuale le rinnovabili sembrano essere le uniche alternative valide, anche se una politica seria mirata alla ricerca scientifica non dovrà trascurare investimenti sul nucleare pulito.

Sappiamo della fuga dei cervelli; quello che forse non sappiamo è che dall’Italia fuggono anche i (giovani) giornalisti che rifiutano una vita di precariato. Se nel resto d’Europa, la professione del giornalismo non è un sogno legato al nepotismo, in Italia la situazione è ben diversa e le porte dell’impiego stabile sono sbarrate per gli aspiranti giornalisti. Da noi la prospettiva è una vita di giornalismo precario senza una sicurezza economica, né il diritto alla malattia, né il diritto ad un futuro pensionistico, senza parlare poi del diritto ad una equa retribuzione. Quanto bisogna aspettare prima che anche l’Italia riconosca gli stessi diritti degli altri paesi europei?

F. L.: La precarietà nel mondo del lavoro, anche a causa della riforma Fornero, è portata sempre più alle estreme conseguenze. Per quanto riguarda in particolare i giornalisti, l’avvento di internet 2.0 ha portato ad una proliferazione di editori improvvisati che troppo spesso lucrano sulle spalle dei giovani. Da anni si parla di riformare l’Ordine professionale, ben venga a condizione che vengano messi in campo strumenti a tutela di tutti i giornalisti.

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Carol Verde

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