La solitudine delle madri single giapponesi

madri single giapponesiIn Giappone la disuguaglianza di reddito e la povertà sono cresciute costantemente negli ultimi dieci anni e a farne le spese sono state soprattutto le madri single giapponesi. La crisi economica ha avuto un impatto negativo particolarmente sui genitori soli con figli a carico, che non riescono a guadagnare abbastanza. A questo, si aggiunge lo stigma e la vergogna sociali: essere una madre single è ancora considerato un tabu. La situazione è particolarmente grave perché piuttosto che chiedere aiuto, le donne che a seguito di un divorzio rimangono sole e senza lavoro tendono ad auto-isolarsi per paura del giudizio altrui, e per non confessare la propria situazione. A Tokyo una madre single ha ucciso la figlia dopo aver scoperto che sarebbero state sfrattate dalla casa in cui vivevano. La donna, una delle tante madri single giapponesi, non aveva chiesto aiuto a nessuno prima di mettere in atto il suo piano disperato.

Nel paese, infatti, la paura di non riuscire a conformarsi agli standard sociali porta a nascondersi anche dai propri madri single giapponesiamici e familiari.  La povertà è motivo di vergogna, e quindi qualcosa da non rivelare mai: “Intorno a me nessuno è povero: questo è quello che pensano tutti i giapponesi – spiega Atsuko Hida, autrice di un saggio dal titolo ‘La povertà delle donne e dei bambini’ – la povertà è una vergogna e quindi viene nascosta. In questo modo si crea anche una povertà relazionale che porta all’isolamento”. Questa indigenza nascosta può avere conseguenze disastrose, come nel caso della madre di Tokyo. In Giappone esiste un sistema di welfare, ma non è sufficiente a risolvere il problema. Una madre sigle riceva dallo Stato 42mila yen per il primo figlio (336 euro), mentre solo 5 mila (40 euro) per il secondo figlio e 3 mila per il terzo. A questo si aggiungono le difficoltà a trovare lavoro e il fatto che un impiego part time non basta a far fronte a tutte le spese mensili. È stato stimato che il 16% dei bambini giapponesi viva sotto la soglia di povertà, mentre nelle famiglie con un genitore single, la percentuale raggiunge il 55%. La situazione è peggiore che mai nella provincia di Osaka.

Il dramma della povertà è strettamente collegato a quello della denatalità, particolarmente grave in un paese che vede l’età media della popolazione madri single giapponesiinvecchiare rapidamente. Allarmati dal timore di non riuscire ad arrivare a fine mese, molti genitori scelgono di non fare figli, o di averne al massimo uno. Il governo, al momento, non sembra fare abbastanza per risolvere un problema che è soprattutto di ordine culturale. Le madri single giapponesi, imbarazzate dalla fine di una relazione, non solo tengono la rottura nascosta ad amici e parenti, ma fanno di tutto per conservare le apparenze: molte comprano cosmetici scadenti in negozi economici solo per non far nascere sospetti, tanto che negli uffici incaricati si sentono spesso dire che non sembrano persone bisognose di sussidi. Piccoli cambiamenti iniziano ad intravedersi, con la nascita di gruppi di supporto che iniziano a fare pressioni sulle autorità. Ma la strada, per i giapponesi che necessitano di una seconda possibilità, resta ancora in salita.

 

 

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».